Lettere di S.Maria Domenica Mazzarello, confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice
Lettere di Santa Maria Domenica Mazzarello,
confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice




L66 Alla missionaria suor Ernesta Farina

Torino,(1) 24 gennaio 1881
Viva Gesù, Maria e S. G.[iuseppe]!

Mia carissima suor Farina,(2)
1. vi raccomando prima di tutto di osservare a puntino bene la santa Regola e per quanto sta da voi dovete farla osservare anche alle altre.
2. Pensate sempre che siete capace a fare niente e quel che vi sembra di sapere è la mano di Dio che lavora in voi. Senza di Lui non siam capaci che a fare male.(3)
3. Fatevi amica dell' umiltà e imparate da essa la lezione. Non date mai ascolto alla maestra della superbia, la quale è una gran nemica dell' umiltà.
4. Non avvilitevi mai quando vi vedete piena di difetti, ma con confidenza ricorrete a Gesù e a Maria e umiliatevi senza scoraggiamento e poi, con coraggio, senza paura andate avanti.
5. Pregate sempre. La preghiera sia la vostra arma che dovete tenere in mano, la quale vi difenderà da tutti i vostri nemici e vi aiuterà in tutti i vostri bisogni.
6. State sempre allegra e non dimenticatevi mai di colei che tanto vi ama nel Signore,(4) ed io vi assicuro che vi accompagnerò sempre con le deboli mie preghiere.
Dio vi benedica e vi faccia tutta sua, vostra

Aff.ma Madre in G.[esù]
Suor Maria Mazzarello

Note
1. La Madre si trovava a Torino di passaggio. Alcuni giorni prima, infatti, si era recata a Chieri ad accompagnare suor Francesca Roggero, colà trasferita come assistente delle oratoriane (cf Cronistoria III, pag. 324).
2. Suor Ernesta Farina, la cui entrata nell'Istituto è legata ad un invito esplicito di don Bosco, che conosceva personalmente la famiglia, aveva fatto la professione religiosa l'8 dicembre 1879. Doveva partire per l'Argentina destinata alla casa di Buenos Aires-Boca. A questa suora madre Mazzarello, al porto di Genova, regalò il suo orologio (cf Cronistoria III, pag. 338).
3. Il suggerimento, nella semplicità della sua formulazione, richiama il tema biblico della «potenza della mano di Dio» dinanzi alla debolezza umana e quello giovanneo della vite e dei tralci: «Senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5).
4. "Colei che tanto vi ama nel Signore" si può considerare una delle più felici autopresentazioni di madre Mazzarello. L'espressione traduce l'identità di una donna che si qualifica per la radicalità di un amore genuinamente cristiano (cf pure L55,10; L63,5; L67,8).



L67 Alla novizia suor Lorenzina Natale

Torino, 24 gennaio 1881
W. G. M. G.!

Mia sempre carissima suor Lorenzina(1)
1. Studia sempre di divenire umile, umile.
2. L' umiltà sia la virtù a te più cara; così ti sia anche la pietà e la modestia. Questa devi farla risplendere in faccia a qualunque persona.
3. L' ubbidienza, poi, sia la tua amica e non abbandonarla mai, per fare a modo tuo.
4. Sii amante del sacrificio e della mortificazione della tua propria volontà.
5. Non farti amica del tuo amor proprio, ma studia tutti i mezzi per ucciderlo.
6. Pensa sovente che le nostre sante Regole sono guida sicura per condurci al Paradiso; dunque osservale tutte con esattezza.
7. Sii sempre piena di carità con tutti, ma specialmente con le tue consorelle.
8. Non tralasciare mai la preghiera: in questa troverai sempre consolazione e conforto.(2)

Aff.ma Madre, che tanto ti ama nel Signore
Suor Maria Mazzarello


Note
1. Suor Lorenzina Natale era ancora novizia. Farà la professione a Sampierdarena il giorno prima della sua partenza per l'Uruguay (2 febbraio 1881). La Cronistoria annota la memorabile cerimonia presieduta da don Bosco: «In forma davvero intima, don Bosco raduna i suoi missionari e le missionarie presso l'altare della chiesa semipubblica, a porte chiuse. Vi si svolge la cerimonia per la prima professione di suor Lorenzina Natale, suor Giuliana Prevosto, suor Teresa Rinaldi, e per i voti perpetui di suor Angela Gualfredo; poi don Bosco dal piccolo pulpito rivolge a tutti i partenti ancora una parola, quale auspicio di buon esito dell'apostolato nel nuovo campo spirituale che li attende al di là del mare» (Ivi III, pag. 334-335). Entrata nell'Istituto già maestra, suor Lorenzina per tutta la vita si occuperà della scuola e lo farà con vera passione apostolica salesiana.
2. La preghiera era il respiro della vita di madre Mazzarello e della prima comunità, tanto che don Costamagna poteva scrivere, rievocando gli umili, ma eroici tempi della fondazione: «L'orazione era fervida, incessante; le più infuocate giaculatorie salivano tratto tratto, qual nuvola di grato incenso all'Altissimo. In quella casa vi era davvero la laus perennis» (COSTAMAGNA, Conferenze 259-260).



L68 Alle suore della casa di Carmen de Patagones (Argentina)

Nizza Monferrato, 10 aprile 1881
Viva Gesù!

Caris.me sorelle Patagonesi
1. Ho ricevuto con piacere le vostre notizie, tardai a rispondere(1) sperando di ristabilirmi bene dalla fatta malattia e potervi scrivere di mia mano, come voi desiderate, ma vedendo che continuerò ad essere debole per molto tempo ancora, vi scrivo per mano altrui,(2) e voi vi contenterete, n'è vero?
2. Dunque suor Caterina è ammalata?(3) poverina! fatele tanto coraggio da parte mia, ditele che sia sempre rassegnata alla volontà del Signore, soffra sempre con pazienza e rassegnazione, oh! quanti bei meriti si farà! Io credo che guarirà presto, siete troppo poche per lasciarne andare una in Paradiso; e poi non ha ancora lavorato abbastanza, quindi bisogna che guarisca, si faccia gran santa e guadagni delle anime al Signore. Non vi raccomando che le abbiate cura perché‚ son certa che gliel'avrete.
3. Vorrei dire una parola in particolare ad ogni Suora, non avendo bastante spazio, dirò a tutte che vi ricordo sempre e vi raccomando in modo speciale ogni giorno al buon Gesù; vi raccomando tanto l' umiltà e la carità, se praticherete queste virtù il Signore benedirà voi e le vostre opere sì che potrete fare un gran bene.(4)
4. Tutte le sorelle d'Europa vi salutano di cuore e vi ricordano sempre; voi pregate per tutte, pregate in modo speciale per le ammalate fra le quali v'è la M.[adre] Economa, suor Catt.[erina] Massa e suor Tersilla.(5)
5. Le notizie particolari ve le avran date le sorelle di Buenos Aires; epperò io termino raccomandandomi tanto alle vostre preghiere; vi lascio nel Sacratissimo Cuore di Gesù, nel quale vi sarò sempre vostra

aff.ma Madre
Suor Maria Mazzarello


Note
1. Il ritardo con cui risponde alla lettera ricevuta dalle missionarie è dovuto alla malattia che la costrinse a restare circa un mese nella casa di Saint-Cyr, dove si era recata a visitare le suore. Dopo le tappe a La Navarre, Nice, Alassio, la Madre fece ritorno a Nizza Monferrato il 28 marzo 1881.
2. Non conosciamo chi sia la scrivente, non avendo potuto reperire l'originale della lettera.
3. Si tratta di suor Caterina Fina (cf L37, nota 260).
4. Sono le ultime raccomandazioni che seguono la linea tracciata fin dall'inizio e che costituiscono pure il sicuro itinerario di santità di Maria Domenica Mazzarello: umiltà e carità. Due atteggiamenti che si fondono in una sintesi armonica: la carità è il dinamismo fondamentale della santità, l'umiltà la condizione ascetica imprescindibile. Entrambe costituiscono per madre Mazzarello i requisiti essenziali della fecondità apostolica.
5. Le ammalate, per le quali chiede preghiere senza accennare a se stessa, erano suor Giovanna Ferrettino, suor Tersilla Ginepro e suor Caterina Massa. Le prime due morirono nello stesso anno, pochi mesi dopo la scomparsa di madre Mazzarello. Suor Massa morirà nel 1884.