Lettere di Santa Maria Domenica Mazzarello, confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice
Lettere di Santa Maria Domenica Mazzarello,
confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice

L56 Alle suore della casa di Montevideo-Villa Colòn
Nizza [Monferrato], 21 dicembre [1880]
Viva Gesù Bambino!
Carissima suor Vittoria e sorelle tutte,(1)
1. Ho ricevuto le vostre tanto care lettere; mi rallegro prima di tutto nel sentire che siete tutte in buona salute e Dio ne sia ringraziato.
2. Sento anche che avete molto da lavorare, con tante ragazze e questo mi fa proprio piacere, e voi procurate di coltivarle bene, prima di tutto col buon esempio e poi con le parole.
3. Mi rincresce un poco che avete dei fastidi essendo tanto poche per i lavori. Ma fatevi coraggio, adesso vi mandiamo l'aiuto, ai 20 o ai 26 di Gennaio partiranno le suore destinate per costì.(2) E voi preparatevi a tenermele allegre.
4. Vi ringrazio tanto di cuore dei bei auguri che mi avete mandato e vi ringrazio di più ancora delle preghiere che prometteste di farmi, continuate sempre [a] pregare per me.
5. Io prego e pregherò Gesù Bambino per voi che ricambi gli auguri che avete fatto a me, [vi] dia le più elette benedizioni, prima una sanità spirituale e poi anche gran robustezza temporale. Vi dia vera umiltà, grande carità, obbedienza, pazienza, sofferenza prima con voi stesse. Sì, Gesù vi dia anche un vero spirito di povertà, di mortificazione della propria volontà e vi mantenga sempre zelanti e fervorose nel servizio del Signore. Sì, mie amate sorelle, ve le auguro proprio di cuore queste belle virtù. Oh! Gesù vi riempia e vi consoli davvero di tutte queste cose e voi ringraziatelo e
corrispondete.
6. Carissime sorelle, facciamo un po' di bene finché‚ abbiamo il tempo e le occasioni di farlo.
7. Vedete, mie care, il Signore quest'anno chiamò a Sé‚ molte suore: suor Carmela morì ai dieci di questo mese a Torino e suor Innocenza a Chieri morì al ventuno di Novembre. Vedete, la morte ogni tanto viene a far una visita. E o più presto o più tardi verrà da noi, e beate noi se avremo un buon corredo di virtù.
8. Fatevi coraggio, amatevi, compatitevi l'una con l'altra, avvisatevi a vicenda sempre con carità neh, mia buona suor Vittoria?
9. Statemi allegra e leggete queste cose che vi ho scritto anche alle suore.(3)
10. Voi animatele sempre le vostre sorelle; fate tutto quel che potete per guadagnarvi la confidenza di tutte, e quando avrete questa, potrete avvertirle più facilmente.
11. Fatevi coraggio e pregate tanto per me, io vi assicuro che non vi dimentico mai nelle mie deboli preghiere.[...](4)
12. Ricevete saluti da tutte le care sorelle che tanto vi amano e invidiano la vostra sorte, si raccomandano alle vostre orazioni.
13. Fate tanti rispetti al vostro Rev.do buon Direttore e raccomandatemi alle sue preghiere tanto fervorose.
Dio benedica voi e tutte le vostre sorelle e nel Cuor di Gesù Bambino, credetemi vostra
Aff.ma nel Signore la Madre
Suor Maria Mazzarello(5)
Note
1. Suor Vittoria Cantù si trovava nella casa di Montevideo-Villa Colòn. La Madre si rivolge a lei dalla quale ha ricevuto notizie, ma si dirige anche alle altre suore della comunità.
2. La terza spedizione missionaria fu realizzata il 3 febbraio 1881. Le partenti erano dieci: sei per l'Argentina sotto la direzione di suor Ottavia Bussolino e quattro per l'Uruguay, guidate dalla fedele e affezionata maestra delle postulanti e delle novizie, suor Giuseppina Pacotto. Si intendeva così rispondere alle insistenti richieste di personale che giungevano spesso dall'America. L'opera educativa si stava, infatti, potenziando e consolidando dappertutto.
3. E' da notare il vivo interesse della superiora perché‚ i suoi insegnamenti giungano anche alle altre suore e siano da tutte praticati.
4. A questo punto manca una parte, in quanto il foglio è mutilo; non si conosce per quale ragione e in quale periodo venne manomessa la lettera.
5. Segue una postilla autografa di suor Emilia Mosca nella quale ricorda a suor Vittoria il tempo trascorso insieme e la bella cerimonia della vestizione avvenuta l'8 dicembre 1878. Unisce pure i saluti di suor Maddalena Morano (cf Cronistoria III, pag. 294-295).
L57 A suor Maria Sampietro
[Nizza Monferrato, gennaio] 1881
Viva Gesù, Maria e S. G.[iuseppe]!
Mia buona suor Sampietro,(1)
1. Sei tranquilla e allegra? non voglio più che pensi che tu mi abbia dato dei dispiaceri, io non son niente dispiacente di te, dunque non pensarci più. Pensa a farti santa col dare buon esempio a tutte le tue sorelle e ragazze e con aver gran confidenza con la tua Direttrice.
2. Non guardar mai i difetti degli altri, bensì più i tuoi neh, suor Sampietro? mai scoraggiarti, ma con umiltà ricorri sempre a Gesù. Egli ti aiuterà a vincerti col darti la grazia [e la] forza per combattere e ti consolerà.
3. Dunque, sta' allegra e prega per me che io non ti dimentico nelle mie preghiere.
4. Nel mese di Marzo, se Dio mi dar… vita, andrò a farti una visita, sei contenta? Sì Madre, ma è troppo lungo il tempo.(2)
5. E' vero, mia carissima suor Sampietro, ma fa' quel che ti dirò io e vedrai che il tempo ti sembrerà corto. Mettiti proprio con tutto l'impegno per acquistare tante belle virtù e farti in poco tempo santa, il tempo ti sarà corto. Sì, prega, prega per me, sta' allegra davvero. Dio ti benedica insieme alla tua
Aff.ma Madre
Suor Maria Mazzarello
Note
1. Suor Maria apparteneva alla comunità di Saint-Cyr. La lettera inizia con la stessa domanda sull'allegria contenuta in quella dell'aprile dell'anno precedente (cf L36).
2. Anche in questo scritto la Madre stabilisce con la figlia lontana, e forse un po' triste, un dialogo affettuoso e formativo pur nella brevità dei contenuti e nella semplicità dello stile.
L58 A suor Marianna Lorenzale
[Nizza Monferrato, gennaio 1881]
Viva Gesù e Maria!
Mia buona suor Lorenzale,(1)
1. ho ricevuto la tua lettera e sento che continui a star allegra e questo mi consola, non fa bisogno di piangere per avere il cuor buono. Il Signore non conta le lagrime, ma bensì i sacrifici che gli facciamo di cuore. Dunque sta' allegra sebbene non puoi piangere quando senti qualche dispiacere, che è ancora meglio.
2. Sento che il tuo orto e i tuoi campi hanno bisogno di tante cose che per ora è impossibile averle; ma sta' tranquilla che poco alla volta si aggiusterà tutto. Fa' tu intanto quel che puoi e poi vedrai che andrà bene tutto.
3. Più che importa è che stia attenta a tener ben aggiustato il giardinetto del tuo cuore. Ogni tanto devi dargli un'occhiata se c'è qualche erbaccia cattiva che soffochi le altre pianticelle buone, mi intendi...(2)
4. Spero che poco alla volta capirai anche il parlare francese e anche il Confessore. Il più che importa è che tu mantenga sempre la buona volontà, il fervore, l' umiltà e la carità. Vedrai che, se non ti mancheranno queste virtù, saprai fare e intenderai tutto.
5. Coraggio, mia buona suor Marianna, prega per me e sta' sempre allegra e fa' star allegre anche le suore e le ragazze alle quali dirai tante cose da parte mia.
6. Dirai a suor Pestarino, a suor Sampietro e a suor Alessandrina che io non dimentico nessuna in particolare nelle mie preghiere. State allegre tutte, mandatemi buone notizie, obbedite alla Direttrice.(3)
Dio ti benedica insieme alla tua
Aff.ma nel Signore la Madre
Suor Maria Mazzarello
Note
1. Suor Marianna Lorenzale era nella stessa comunità di Saint-Cyr. La Madre non le lascia mancare i suoi consigli materni, tanto più che la suora ha appena un anno di professione e 21 anni di età.
2. La Madre, come nella L50 alla stessa destinataria, ritorna sull'immagine del giardino al quale paragona la vita spirituale e la cura che essa richiede ogni giorno.
3. Richiama ancora, come nella lettera precedente (cf L57,1), la sottomissione e la confidenza verso la direttrice (suor Santina Piscioli), tanto le sta a cuore aiutare le suore a superare le iniziali difficoltà di accettazione e di rapporto (cf L49, nota 315).
L59 Alla direttrice della casa di Buenos Aires-Boca sr. Olivieri
[Nizza Monferrato, gennaio 1881](1)
Viva Gesù, Maria e S. Giuseppe!
Mia buona suor Giacinta,(2)
1. siete morta o viva? non mi scrivete mai una riga, tutte dan segno o per mezzo di scritti o per mezzo di altri che si ricordano ancora che son vive e che si ricordano della mia povera, misera persona, ma voi niente.(3)
2. Speravo proprio di venire a farvi una visita ed invece debbo contentarmi di mandarvi un foglietto di carta, pazienza! sia fatta la volontà di Dio! Ci rivedremo più certo in Paradiso. Intanto noi procuriamoci lassù un bel posto col praticare tutte le virtù che richiede la nostra S. Regola, siamo esatte nell'ossevanza di questa.
3. Sappiamo con coraggio rompere le corna all'amor proprio, pensando che ogni colpo che diamo, accresciamo [di] un fiore la nostra corona.
4. Siete proprio fortunata perché‚ potete fare tanto bene e guadagnare tante anime al caro Gesù. Lavorate, lavorate tanto nel campo che il Signore vi ha dato, non stancatevi mai, lavorate sempre con la retta intenzione di fare tutto per il Signore ed Egli [vi darà] un bel tesoro di meriti per il Paradiso.(4)
5. Coraggio, mia buona suor Giacinta, pregate per me e per tutta la nostra cara Congregazione.
6. Non sto a scrivervi tante cose perché‚ son più certa che le nostre sorelle, arrivate costì, vi daranno loro tante notizie.
7. Vi mando questa immagine e desidererei che non la deste via. Vi lascio nei Cuori di Gesù e di Maria.
Col salutarvi sono la vostra
Aff.ma Suor Maria Mazzarello
la Madre
Note
1. Questa lettera, come quelle che seguono (cf L60, L61, L62, L63), vennero scritte prima della partenza delle missionarie della terza spedizione che lasciarono Nizza il 20 gennaio per poi partire da Genova il 3 febbraio 1881 (cf L56, nota 354).
2. Suor Giacinta Olivieri era la direttrice della comunità di Buenos Aires-Boca, aperta il 2 novembre 1879.
3. La lettera si apre con una domanda, che rivela tenerezza e preoccupazione da parte della Madre, e un'amara costatazione che suona come un dolce e forte rimprovero per la suora che, anche per il suo ruolo di guida della comunità, dovrebbe mantenere più frequenti contatti con la superiora generale.
4. Il lavoro, soprattutto nel campo dell'educazione cristiana dei giovani, fu una delle preziose «eredità» che don Bosco lasciò ai suoi figli e alle sue figlie spirituali. Egli amava associare lavoro e temperanza, lavoro e preghiera. Si tratta, infatti, della virtù della laboriosità motivata dallo zelo apostolico e non di una qualunque attività esteriore. Madre Mazzarello raccomanda perciò alla suora di operare con retta intenzione e unicamente per il Signore, al quale appartiene il campo che ci è affidato.
L60 Alla novizia suor Rita Barilatti
[Nizza Monferrato, gennaio 1881]
Viva Gesù e Maria!
Mia buona suor Rita,(1)
1. volentieri vorrei soddisfarti con una (benché‚ povera) mia visita, ma bisogna rassegnarsi alla volontà del Signore, perché‚ è Lui proprio che vuol così... tanto meglio, nevvero? Quante cose vorrebbe dirti il mio povero cuore, cara mia buona Rita. Non ci conosciamo di presenza, ma bensì nel cuor di Gesù ci conosciamo con lo spirito, non è vero?
2. Coraggio a perseverare nella tua vocazione; sappi corrispondere alla sorte felice che il Signore ti ha scelta fra le sue più elette figlie.
3. Mi sembra di sentirti dire: oh! Madre ne ho tanta voglia, ma come debbo fare?
4. Senti, la via più sicura(2) è quella di fare un'obbedienza vera, puntuale ai nostri superiori e superiore, ossia alla santa Regola, esercitarsi nella vera umiltà e [in] una grande carità e se così faremo, ci faremo presto sante.
5. Siamo venute in religione, dunque coraggio, coraggio e sempre grande allegria e questa è il segno di un cuore che ama tanto il Signore.
6. Prega tanto per me, io non ti dimentico mai nelle mie preghiere. Ti mando questa immagine, la terrai per una mia memoria.(3)
Gesù ti benedica e credimi tua
Aff.ma nel Signore
Suor Maria Mazzarello la Madre
Note
1. La novizia suor Rita Barilatti, nata in Italia, seguì la famiglia in Argentina e là entrò nell'Istituto delle FMA. Aveva fatto la vestizione il 25 dicembre 1879. Si stava dunque preparando alla professione religiosa.
2. La Madre traccia alla novizia, in modo semplice e profondo, "la via più sicura" per corrispondere alla grazia della vocazione. E' quasi una sintesi dei suoi temi preferiti che ritornano con insistenza nelle lettere: obbedienza vera, osservanza della Regola, umiltà, carità e allegria come espressione di amore verso Dio.
3. Suor Rita conservò il prezioso ricordo. Nell'AGFMA si trova la piccola immagine natalizia raffigurante Gesù, luce del mondo. Sul retro la Madre scrisse il nome della novizia.
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