Lettere di Santa Maria Domenica Mazzarello, confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice

Lettere di Santa Maria Domenica Mazzarello,
confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice





L46 Ad una direttrice

Torino, 7 agosto 1880
V.G.M.G.!

Pregiat.ma Sig.ra Direttrice(1)
1. Con tutta premura le notifico che, con sommo mio dispiacere, non posso pienamente soddisfare i suoi pii desideri, a motivo delle tante domande che mi vengono fatte per i S. Esercizi.(2)
2. Però l'avverto che la giovane Marchisio, la Molle, ecc... le accettiamo colla speranza che un giorno potranno essere postulanti. Tuttavia queste nuove accettate procurino di pagare almeno una quindicina di lire fra tutte...
3. Lei poi venga immancabilmente colle suddette, che le teniamo il posto.(3) Gradisca i miei rispetti, quelli del Sig. D. Cagliero, che non potendo risponderle incaricò me.
Preghi per noi tutte e mi creda sempre sua

Devot.ma Serva
Suor Maria Mazzarello

4. N.B. Se ne troverà di quelle che desiderano di partecipare ai S. Esercizi e non possono pagare L. 20 purché‚ abbiano proprio buona volontà di farsi sante e le faremo una eccezione, ne pagheranno solo 15 purché‚ ne vengano molte. A rivederci presto, cioè ai 15 del presente corrente Agosto.(4)


Note
1. Non è facile individuare la destinataria della lettera (cf L 46, in Lettere 1980). Agli Esercizi spirituali per signore e ragazze partecipavano, fin dalla fondazione dell'Istituto, prevalentamente maestre. Potrebbe trattarsi perciò, anziché di una religiosa, di una laica, direttrice di una scuola o di un istituto educativo, come lascia intendere anche l'appellativo "Pregiatissima Signora". Il termine "direttrice" era a quel tempo comunemente usato in ambito scolastico più che religioso.
2. Le esercitande erano effettivamente numerose, circa novanta, tanto che le suore dovettero cedere letti e camere e cercare per s‚ una sistemazione in soffitta (cf Cronistoria III, pag. 223).
3. Il fatto che la direttrice venga invitata a partecipare al corso di Esercizi spirituali confermerebbe l'ipotesi che si tratti di una laica. La Cronistoria dell'Istituto, infatti, non registra alcun caso di religiose di altre Congregazioni iscritte a tali Esercizi.
4. Gli Esercizi iniziarono il 15 agosto e si conclusero il 22. I predicatori erano don Giovanni Cagliero e mons. Antonio Maria Belasio. Il 16 agosto giunse pure don Bosco, che vi si fermò fino al 25 intrattenendosi familiarmente con le signore e con la comunità delle suore.



L47 Alla direttrice di Carmen de Patagones suor A. Vallese

Nizza [Monferrato], 21 ottobre [1880]
Viva Gesù, Maria e S. G.[iuseppe]!

Carissima suor Angiolina e suore tutte(1)
1. Vi assicuro che la vostra cara lettera mi ha veramente consolato...(2) oh! sia ringraziato il Signore che vi conserva la sanità e la buona volontà di andare sempre avanti nella via della perfezione.
2. Mie buone Suore, come va che non avete ancora ricevuto che una mia lettera, mentre io ve ne ho scritte altre due?(3) Questo mi rincresce, mie buone figlie, perché‚ vorrei che foste proprio persuase che non passa un giorno solo senza ricordarmi di tutte voi dinanzi a Gesù.
3. Son molto contenta che abbiate un Direttore(4) che si occupa tanto delle vostre anime, e di questo pure ringrazio molto il Signore, perché‚ è una grande grazia per noi poverette!
4. Adesso voglio darvi nostre notizie. La Madre Economa è sempre muffita, ma però si alza e fa quel che può nel suo uffizio. Le altre stan bene tutte, solo che a quando a quando il Signore se ne prende qualcuna in Paradiso. In questi ultimi mesi, per esempio, nella casa di Torino se ne partivano pel Paradiso la buona suor Cagliero, suor Anna Mora e suor Gusmaroli.(5) Hanno fatto tutte una santa morte ed io spero che già saranno nostre protettrici in Cielo. Tuttavia vi raccomando [di] non dimenticarle mai nelle vostre preghiere.
5. La cara nostra Congregazione va sempre avanti bene, per grazia di Dio; abbiamo sempre molte postulanti e molte domande di aprire case, scuole ed asili, ma siamo mancanti di personale formato e non c'è abbastanza tempo per renderlo capace a disimpegnare i propri uffizi.(6)
6. Quest'anno si sono aperte quattro case: due in Sicilia e due in Piemonte (asili e scuole) e due nei Collegi di D. Bosco.(7)
7. Il giorno di Santa Teresa è partita per la Sicilia mia sorella con quattro suore: Buzzetti, Carolina Sorbone e altre che non conoscete.(8)
8. Ringraziate anche voi altre Gesù per le grazie che ci fa e pregatelo sempre ad assisterci colla sua santa grazia.
9. E voi, mia cara suor Angiolina, fatevi sempre coraggio, pregate molto. Dalla preghiera riceverete quegli aiuti che vi sono necessari per adempiere bene i vostri doveri. Date sempre buon esempio alle vostre figliole coll'osservanza della S. Regola. Siate sempre allegra, la vostra allegria sia sempre superiore in tutte le vostre afflizioni.
10. E tu, suor Giovanna(9) mia buona, sei allegra? sei umile ed osservante della santa Regola? se vuoi farti santa, fa' presto, non c'è tempo da perdere; procura di guadagnare tante anime a Gesù con le opere e con la vigilanza e [la] fatica, ma più col buon esempio. Instilla alle ragazze la divozione alla Madonna. Sta' poi sempre allegra e quando hai dei fastidi, mettili tutti nel cuore di Gesù.
11. Suor Ang.[ela] Cassulo, siete buona? amate tanto Gesù? Guardate di far presto a farvi santa e a far morire l'amor proprio e la propria volontà. Stammi allegra, tua sorella sta bene, è qui con me, ti saluta(10)
12. Suor Caterina,(11) siete allegra? oh! io lo spero, perché‚ guai se ci lasciamo prendere dalla malinconia. Essa è una peste che fa tanto danno alle anime religiose, perché‚ è figlia dell'amor proprio e poi finisce per condurci alla tiepidezza nel servizio di Dio. Dunque sempre allegra, se cadiamo qualche volta umiliamoci dinanzi a Dio ed ai nostri Superiori e poi andiamo avanti con cuore grande e generoso. Vi raccomando la confidenza colla Direttrice ed il Confessore come un mezzo grande per farvi santa. La vostra sorella non mi ha mai [scritto] e perciò non posso dirvi nulla, non sapendo dove sia.(12) Pregate per me e statemi sempre allegra e molto coraggio. 13. Dunque, coraggio a tutte, mie buone sorelle e pregate tanto per me e per tutte e fatevi tutte sante. Salutatemi le ragazze e un Viva Gesù a tutte.
14. Madre Maestra, M.[adre] Assistente, M.[adre] E.[conoma], suor Elisa, suor Enr.[ichetta] e tutte, tutte mi incaricano di dirvi tante cose.(13) Vi salutano tutte, anche il Sig. Direttore vi [manda] i suoi saluti. Dio benedica voi e tutte le ragazze e pregate sempre per colei che si sottoscrive vostra

Aff.ma nel Signore
la Madre che tanto vi ama,
Suor Maria Mazzarello

15. P.S. Ho fatto avere il vostro biglietto alla buona M.[adre] Vicaria che ora si trova in Alassio, perché‚ in sua vece è stata eletta Vicaria suor Caterina Daghero.(14) Pregate però sempre per lei e scrivetele(15) e scrivete presto anche a me.


Note
1. Le prime quattro suore missionarie giunte in Patagonia erano suor Angela Vallese, suor Giovanna Borgna, suor Angela Cassulo, suor Caterina Fina (cf L37). Le suore facevano scuola a una trentina di ragazze e ad alcune interne e si prestavano per la catechesi in parrocchia (cf Lettera di suor Angela Vallese a don Bosco, Carmen de Patagones 6 ottobre 1880, in Cronistoria III, pag. 277-278).
2. Erano passati circa nove mesi dall'arrivo delle missionarie in Patagonia (20 gennaio 1880) e perciò le notizie pervenivano alla madre dopo lunga e ansiosa attesa.
3. Si è reperita soltanto una lettera, quella del 4 maggio 1880 (cf L37).
4. Don Giuseppe Fagnano. Era partito con entusiasmo per le missioni il 14 novembre 1875 e fu inviato dapprima a San Nicolàs de los Arroyos come direttore del collegio maschile. Nel 1879, in seguito ad una grave malattia, venne trasferito in Patagonia come parroco di Carmen de Patagones dove diede prova di ardente zelo apostolico. Fu poi nominato dalla S. Sede Prefetto Apostolico della Patagonia meridionale e delle Terra del Fuoco. Il 5 settembre 1880 scrisse a don Bosco una lettera ricca di notizie, tra l'altro diceva: «Le suore Le scriveranno anch'esse. Di loro debbo dire che lavorano con coraggio virile, e sono molto amate dal popolo» (Cronistoria III, pag. 279).
5. Suor Rosa Gusmaroli era deceduta a Torino il 6 settembre; Suor Maria Cagliero l'8 e suor Anna Mora il 12 di agosto a Nizza Monferrato.
6. Si noti la preoccupazione della Madre per la formazione delle suore; in un periodo di rapida espansione dell'Istituto si doveva curare con maggiore impegno la preparazione spirituale ed educativa del personale.
7. Madre Mazzarello distingue le case aperte dalle FMA con finalità educative da quelle annesse ad istituzioni dirette dai salesiani. Le case elencate sono sei: Catania, Bronte, Borgomasino e Melazzo con asili e scuole; Penango ed Este con prestazioni domestiche ai salesiani ed oratorio festivo femminile.
8. Si era infatti aperta a Bronte il 18 ottobre una scuola elementare nell'antico "Collegio di Maria". La direttrice era suor Felicita, sorella di madre Mazzarello. Le altre suore della comunità erano suor Angiolina Buzzetti, suor Carolina Sorbone, suor Zoe Bianchi, e le due novizie suor Battistina Camera e suor Giacinta Morzoni. Questa casa si affermò tra asprezze di povertà e di incomprensione.
9. Suor Giovanna Borgna.
10. Suor Maria che si trovava a Nizza Monferrato (cf L37, nota 284).
11. Suor Caterina Fina (cf L37, nota 250).
12. La sorella non era FMA. Per essere conosciuta da madre Mazzarello, probabilmente fu educanda, a Mornese o a Nizza Monferrato.
13. Unisce i saluti di tutte le suore e in particolare nomina le superiore della casa: suor Giuseppina Pacotto, suor Emilia Mosca, suor Giovanna Ferrettino che era a quel tempo molto ammalata, suor Elisa Roncallo e suor Enrichetta Sorbone.
14. Nelle ultime elezioni del consiglio generale, che si tennero il 29 agosto, risultò eletta come vicaria generale madre Caterina Daghero, quindi madre Petronilla Mazzarello fu inviata come direttrice ad Alassio.
15. La raccomandazione di pregare per madre Petronilla e di scriverle dimostra l'affetto e la gratitudine con cui la Madre e le suore circondavano l'amica d'infanzia di Maria Mazzarello.



L48 Al Fondatore don Giovanni Bosco

Nizza Monf.[errato], 30 ottobre 1880
Evviva G.[esù] M.[aria] G.[iuseppe]!

Reverendo Padre Sup. Maggiore,(1)
1. Le scrivo poche righe onde informarla alquanto delle cose nostre e per domandarle altresì un consiglio a riguardo di Suor Maritano.(2)
2. Come ella ben sa, questa poverina fu per molto tempo tormentata da turbamenti di spirito; ora, dietro una benedizione ricevuta dal Sig. Don Cerruti, mi dice che è rimasta veramente tranquilla. Ma in quella vece,(3) d'allora le si manifestò un male fisico, una malattia che la tiene a letto con un po' di febbre, una sete sempre ardentissima, mal di gola, sconcerti nelle funzioni organiche, ecc. ecc.
3. Ma quel che è più, è che dorme sempre, ha una quasi continua sordità ed è sempre quasi insensata, quasi che fosse divenuta ebete. Il medico viene ogni giorno, le ordina qualche cosa, ma ormai vedendo che è sempre allo stesso punto, dopo circa venti giorni di cura, non sa più che ridirsi. Il male fisico c'è, ne sono convinta, ma io temo anche sia questa una conseguenza dei passati mali morali, oppure un cambiamento di quei malanni medesimi.(4)
4. Ora la prudenza vorrebbe, e molte me lo dissero già, che si chiamasse un altro medico per sentirne il parere, ma e se poi non fosse una vera malattia e le ordinassero qualche rimedio che le rovinasse davvero la sanità?
5. Poiché‚ di queste cose non si può parlarne, io mi rivolgo a Lei, che già conosce i precedenti, onde pregarla a volermi dire se debbo o no consultare un altro dottore, poiché‚ allora sarò più tranquilla.
6. La prego eziandio a volerle mandare una sua particolare benedizione nella quale molto confido.
7. Abbiamo anche Suor Tersilla che ci fa temere, ma spero molto che la Madonna me la guarirà.(5)
8. Le altre stanno bene, sono allegre e piene di buona volontà; le Novizie e postulanti sono molte, ma tutte bisognosissime di istruzione e d'essere sorvegliate, poiché‚ molte di esse hanno portato dal mondo ancora molte piccole passioncelle che, se non si correggono, impediscono poi la perfez.[ione] e si comunicano eziandio alle altre.
9. La Vicaria, Suor Cat.[erina] è andata a fare una visita a Saint-Cyr, dove pare vi fosse stata qualche piccola cosa da aggiustare, cosa però da nulla, sa?(6) Vorrei che me la lasciassero venire presto perché‚ ho bisogno che mi aiuti e con le figlie e per le scuole.
10. Dalle altre case ho delle buone notizie: di questi giorni si apersero due nuovi asili, Melazzo(7)e Borgomasino,(8) e per Martedì partiranno le Suore per Este.(9)
11. Le nostre Educ.[ande] sono ormai una sessantina e se crescono ancora avrei bisogno di mandar via, in altre case, delle Suore per aver locale, essendo l'altro ancor bagnato,(10) ma come fare? Hanno per ora ancor bisogno di formarsi nello spirito e nei lavori, quindi ci vuol pazienza.(11)
12. Abbiamo avuta una cara visita della Cont.[essa] Corsi la quale mi portò lire 500 e mi disse [che] avrebbe poi fatto di più costà con V.S.R. ed io l'animai ad aiutarla davvero pensando che con Lei farà anche più.(12)
13. Termino col presentarle i miei ossequi e [quelli] della Comunità e raccomandarmi colle sorelle mie alle sue fervorose preghiere.
14. Se mi risponde mi fa una carità, se no, resta inteso che per Marit.[ano] io non chiamo nessun Dott.[ore] che l'ordin.[ario].(13)
Mi benedica, o Padre in G.[esù], e mi creda con tutta la stima
Di V.S.R.

Umil.ma figlia
Suor Maria Mazzarello


Note
1. Questa lettera dimostra il profondo rapporto spirituale stabilitosi tra madre Mazzarello e il Fondatore dell'Istituto, e inoltre l'intuizione e la saggezza della Madre.
2. Suor Teresa Maritano - già richiamata nelle L07,8 e L35,4 - era di temperamento introverso, facilmente soggetta a scrupoli e depressioni. La Cronistoria dell'Istituto riferisce che nel 1879 la Madre si fece accompagnare da suor Maritano al Santuario di Oropa, per invocare dalla Madonna la guarigione "da tante inutili tristezze" (ivi III, pag. 24-25). Dai Cenni biografici delle Figlie di Maria Ausiliatrice defunte nel 2° decennio dell'Istituto (1883-1892) risulta che la suora morì il 15 gennaio 1884 in famiglia dove si era recata «in cerca di un po' di salute» (ivi 20).
3. Espressione arcaica che sta per "tuttavia", "in cambio".
4. La diagnosi fatta dalla Madre è espressione della sua perspicacia e acutezza nel conoscere le persone. Viene indicato come "male morale" il problema psicologico della suora che non può essere confuso con la malattia fisiologica, della quale attesta tuttavia l'esistenza. Per uno studio approfondito di questa lettera cf STICKLER Gertrud, Personalità religiosa e discernimento del vissuto patologico. Sapere "prescientifico" e scientifico a confronto, in POSADA [ed.], Attuale 177-195.
5. La giovane suor Tersilla Ginepro morì l’anno dopo a Nizza Monferrato, il 2 ottobre 1881.
6. Suor Caterina Daghero fece ritorno per un breve periodo nella comunità di Saint-Cyr (Francia), dove era stata direttrice, perché‚ le suore non avevano accettato benevolmente la nuova superiora suor Santina Piscioli. Si noti come la Madre non drammatizza la situazione, n‚ si mostra ansiosa di fronte al problema da risolvere.
7. La casa di Melazzo, nella diocesi di Acqui, fu aperta il 15 ottobre con l'asilo infantile, il laboratorio di cucito e l'oratorio festivo (cf L51, L52).
8. La casa, nella diocesi di Ivrea, venne aperta il 4 settembre con asilo infantile, oratorio festivo e scuole comunali.
9. La casa di Este (Padova) risulta aperta il 15 ottobre 1880. Secondo quanto scrive madre Mazzarello, le suore sarebbero partite soltanto il 2 novembre per attendere alle prestazioni domestiche presso l'Istituto salesiano e per l'oratorio festivo.
10. L'edificio era appena costruito e quindi non ancora abitabile.
11. Di fronte al problema della mancanza di ambienti per accogliere un numero sempre crescente di educande, la Madre non adotta la soluzione di ridurre il tempo della formazione delle suore, ma piuttosto quella di costruire locali più capienti.
12. La contessa Gabriella Corsi, nota e generosa benefattrice di don Bosco e delle sue opere educative e missionarie (cf Cronistoria V, pag. 145-146).
13. L'originale della lettera contiene una postilla autografa di don Bosco scritta sul margine superiore della prima pagina: «D. Bonetti dica che sono contento delle cose; si preghi dottore di accordarsi con altro se lo giudica». Come già in altre occasioni, don Bosco prega un salesiano di fiducia di rispondere alla lettera. In questo caso si tratta di don Giovanni Bonetti che nel 1885 verrà nominato direttore generale delle FMA.



L49 Alle suore della casa di Saint-Cyr-sur-Mer (Francia)

[Nizza Monferrato, ottobre 1880]
Viva Gesù, Maria, S. G.[iuseppe]!

Carissime suore e figlie,(1)
1. Avrei bisogno di un piacere da voi, è che lasciate venire la mia Vicaria suor Caterina.(2) Adesso spero che avrete preso tutte confidenza con la vostra Direttrice suor Santina, è tanto buona poverina! perché‚ non volerle avere confidenza?(3)
2. Vedete, alle volte, la nostra immaginazione ci fa vedere delle cose nere nere, mentre son del tutto bianche, queste poi ci raffreddano verso le nostre superiore e poco a poco si perde la confidenza che abbiamo verso di esse. E poi che cosa ne viene? viviamo male noi e facciamo viver male la povera Direttrice. Con un po' di umiltà tutto si aggiusta. Datemi presto questa consolazione, mie care figlie, amatevi fra voi con vera carità, amate la vostra Direttrice, consideratela come se fosse la Madonna e trattatela con tutto rispetto. Io so che ella vi [vuole] bene tanto nel Signore, ditele tutto ciò [che] direste a me se fossi costì, questa sarà la più grande consolazione che mi potrete dare.
3. Mie buone suore, pensate che dove regna la carità vi è il Paradiso, Gesù si compiace tanto di star in mezzo alle figlie che sono umili, obbedienti e caritatevoli. Fate in modo che Gesù possa star volentieri in mezzo a voi.
4. Dunque, suor Sampietro, suor Alessandrina, suor Caterina, suor Lorenzale,(4) dovete esser voi tutte a darvi buon esempio una con l'altra, correggervi con carità se qualcuna mancasse a questi doveri. Ma non solo dovete essere le prime ad aver confidenza colla Direttrice, ma farete in modo che l'abbiano anche le ragazze. Ricordatevi che siete obbligate a darvi buon esempio.
5. Siate esatte nell'osservanza della santa Regola, e studiate bene ciò che vuole la S. Regola. Attente, mie care, a far quella obbedienza pronta, quel distacco da voi stesse, dalle vostre tante soddisfazioni, da ogni cosa. Ricordatevi i tre voti che faceste con tanto desiderio e pensate sovente come li osservate.
6. Il tempo passa presto e, se non vorremo trovarci con le mani vuote in punto di morte, bisogna che facciamo presto a fondarci nella virtù vera e soda; le parole non fanno andare in Paradiso, ma bensì i fatti. Mettetevi dunque con coraggio, pratichiamo le virtù solo per Gesù e per niun altro fine; che in fin dei conti, son tutte storie che alle volte ci mettiamo nella testa. Una figlia che ama veramente Gesù va d'accordo con tutte. Dunque, siamo intese neh, se mi consolerete, verrò presto a farvi una visita e mi fermerò con voi un po' di tempo lungo, siete contente?
7. Mandatemi presto buone notizie, ricordatevi che voglio che stiate allegre, guai se fate almanacchi.(5)
8. Tante cose alle figlie che sono già postulanti e alle ragazze a cui voglio tanto bene, ma voglio che siano buone e allegre, che saltino, che ridano, che cantino, ecc. e poi quando andrò a farle una visita, porterò una bella cosa a tutte.
9. Gesù vi benedica tutte e vi faccia [sante]. Pregate per me e siate certe che io prego sempre per voi.
Credetemi vostra

Aff.ma Madre
Suor Maria Mazzarello


Note
1. Nella casa di Saint-Cyr le FMA avevano un orfanotrofio femminile, con annessa colonia agricola, fondato dal sacerdote Jacques Vincent che continuò per un periodo a dirigerlo con cinque religiose da lui stesso istituite (cf Cronistoria III, pag. 161-162, 170-171, 217-219).
2. Madre Caterina Daghero, vicaria generale, fu mandata a Saint-Cyr per aiutare le suore a superare il disagio provocato dal cambio della direttrice.
3. Suor Santina Piscioli era entrata nel 1876 a Mornese, dove aveva fatto la professione religiosa il 15 agosto 1877. Dopo un breve periodo trascorso in casa-madre, fu nominata direttrice della casa di Lu Monferrato, poi di Saint-Cyr e in seguito di Borgo Cornalese (Villastellone, Torino), dove morì il 19 luglio 1884 a 30 anni di età.
4. Le suore vengono chiamate per nome quasi ad indicare l'atteggiamento di vicinanza della Madre ad ognuna delle sue figlie e l'esigenza della loro personale risposta ai suggerimenti indicati. Le suore erano: suor Maria Sampietro, suor Alessandrina Hugues, suor Caterina Pestarino, suor Marianna Lorenzale. Suor Alessandrina era da pochi mesi FMA (10 agosto 1880) e le altre avevano fatto da un anno appena la professione religiosa.
5. Il termine "fare almanacchi" indica fantasticare, scervellarsi in modo inconcludente e fare supposizioni pessimistiche sulla realtà. La Madre intende orientare le suore alla serenità e al realismo della vita da affrontare con fortezza d'animo.



L50 A suor Marianna Lorenzale

[Nizza Monferrato, ottobre 1880]
Viva Gesù!

Mia buona suor Lorenzale Marianna,(1)
1. Il tuo giardino è ben aggiustato, dà delle buone speranze di aver buona raccolta?(2)
2. Eccoti, al giardino devi paragonare il tuo cuore. Se lo coltiviamo bene farà dei bei frutti, e se non lo invigiliamo e coltiviamo un po' tutti i giorni diviene pieno di erbacce, neh che è così? Dunque coraggio e tutti i giorni bisogna che guardiamo se c'è qualche cosa che impedisce, qualche sentimento, e se si trova, si manda a seccare.
3. Lo capirai suor Marianna questo scritto?(3) scrivo, ma non so nemmeno cosa scriva, ho tante cose da fare. Prega per me e sta' allegra, fa' stare allegre anche le altre.
4. Ti saluto e nel Cuore di Gesù ti lascio. Sei contenta che ti lascio in quel bel posto? me lo scriverai, se non sei contenta.
Dio benedica insieme [a] te la tua

Aff.ma nel Signore la Madre
Suor Maria Mazzarello


Note
1. Marianna era entrata diciottenne a Mornese il 12 agosto 1878 e si era formata sotto la guida di madre Mazzarello, dalla quale sentiva molto il distacco. Fu addetta a lavori umili e faticosi ma, avendo ottimi talenti musicali e volontà tenace, seppe sfruttare i ritagli di tempo libero per divenire abile maestra di musica.
2. L'accenno al giardino si riferisce sia al compito che disimpegna la suora in comunità, essendole affidata la cura dell'orto, sia all'impegno spirituale che richiede ogni giorno sollecita e responsabile vigilanza.
3. Pur avendo poco tempo, la Madre non rinuncia a raggiungere suor Marianna con uno scritto personale, accludendolo alla lettera indirizzata alla comunità (cf L49).