Lettere di Santa Maria Domenica Mazzarello, confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice

Lettere di Santa Maria Domenica Mazzarello,
confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice





L36 A suor Maria Sampietro

[Nizza Monferrato], aprile 1880
Viva Gesù e Maria!

Mia birichina suor Sampietro (1)
1. sei allegra? e non piangi più? O, no, anzi sono allegra e ho tanta buona volontà di farmi santa.
2. Va tanto bene a far così, procura di continuare, essere umile. Presto siamo agli Esercizi e così potrai rivedere tutte. Stammi allegra e fatti coraggio, prega per me e per la M.[adre] Economa,(2) abbiamo proprio paura che il Signore ce la prenda, quanto mi rincrescerebbe, pazienza!!
3. Mi manca il tempo e lascio. Coraggio e prega di cuore. Gesù ti benedica, ti faccia tutta sua, insieme alla tua

Aff.ma la Madre


Note 1. Suor Maria Sampietro, che da pochi mesi aveva fatto la professione religiosa (4 settembre 1879), non era ancora bene inserita nella nuova comunità di Saint-Cyr. La Madre l'aveva accompagnata fino ad Alassio, ora raggiunge la sua figlia "birichina" con tratti di simpatia e di delicata sensibilità materna.
2. Suor Giovanna Ferrettino, compaesana di madre Mazzarello, anche lei membro della Pia Unione delle Figlie dell'Immacolata, divenne FMA il 5 agosto 1872. Prima economa dell'Istituto, attiva, generosa, allegra, fu di valido aiuto a madre Mazzarello che più volte la nominerà con stima e affetto nelle lettere seguenti, chiedendo preghiere per la sua salute.



L37 Alle suore della casa di Carmen de Patagones (Argentina)

Nizza [Monferrato], 4 maggio 1880
Viva Gesù, Maria e S. Giuseppe!

Sempre carissime sorelle Angiolina, Cassulo, Giovanna, Caterina, (1)
1. oh! quanto mi siete lontane, povere figlie, ma coraggio, siamo ben vicine col cuore. Sì, vi assicuro che vi tengo sempre presenti nel mio cuore, anzi vi dico che siete sempre le prime nelle mie preghiere.
2. Sento che siete tanto contente di essere costì e che avete già un'educanda e dodici ragazze che vengono da voi e che alla festa avete molto da fare per le ragazze che vengono al catechismo. Son proprio contenta che avete tanto da lavorare per la gloria di Dio e per la salute delle anime. Sappiate corrispondere alla grande grazia che il Signore vi ha fatto, procurate col vostro buon esempio e con l'attività di attirare tante animette al Signore.
3. Mie sempre amate Figlie, vi raccomando di amarvi, di usarvi sempre tutta [la] carità, compatite i vostri difetti l'una con l'altra, avvisatevi dei vostri difetti, ma sempre con carità e dolcezza. Abbiatevi anche riguardo alla salute, pensiamo che la vita che abbiamo non è più nostra, ma l'abbiamo data alla Comunità, dunque teniamola da conto per servircene per la gloria di Dio.
4. Voi, suor Angela Cassulo, siete allegra? vostra sorella(2) sta bene e vi saluta. E' tanto buona, pregate per essa e per me. Coraggio.
5. E tu, suor Giovanna, sei già santa? fai già qualche miracolo?(3) preghi per me? Sta' allegra, neh! tua sorella comincia a farsi buona e sta bene. Fatti coraggio e sta' sempre umile, abbi confidenza con la tua Direttrice e aiutala in tutto, sai!
6. Voi, suor Caterina, siete allegra, umile, obbediente? Confidate sempre nella vostra Direttrice e state sempre allegra. Mai nessun grillo, neh, suor Caterina. (4)
7. Voi, suor Angiolina V.[allese], tenetemi l'uva perché‚ presto verrò a mangiarla, mi preparate solo un po' d'uva? preparate anche delle pesche. Vostra sorella suor Luigia(5) presto andrà in America, partirà alla prima occasione.
8. Desiderate anche sapere le notizie generali della nostra Congregazione, non è vero? ebbene, io ve le dò ben volentieri.
9. La casa di Mornese è ora tolta affatto, non vi è più che D.Giuseppe che sta a vedere se si vende. Povera casa! non possiamo pensarci senza sentire una spina nel cuore...(6) Ora ci troviamo tutte qui a Nizza Monf.[errato], siamo un bel numero: tra educande, postulanti e suore siamo centocinquanta. Non vi sto a descrivere la casa perché‚ sarebbe troppo lungo. Abbiamo una bella chiesa grande, divota e ben aggiustata. Adesso fabbricano una manica di casa per le educande e speriamo che presto sarà preparata.
10. Del resto le nostre case qui in Europa vanno sempre crescendo. Pochi mesi fa tre suore partirono per l'Isola di Sicilia,(7) poi altre quattro andarono ad aprire un'altra casa in Francia, una in Ivrea.(8) Quelle tre ultime che son andate adesso, son andate per far scuole e asili. Tutte vanno volentieri e lavorano con tutto il cuore per la gloria di Dio e pel bene delle anime. Ringraziamo davvero il Signore che ci fa tante grazie e che si serve di noi tanto poverette per fare un po' di bene.
11. Coraggio a tutte, buone care sorelle, facciamo il bene finché‚ siamo in tempo. Non scoraggiatevi mai per qualunque difficoltà che possiate incontrare. Dite sempre: Gesù deve essere tutta la nostra forza! e con Gesù i pesi diventeranno leggeri, le fatiche soavi, le spine si convertiranno in dolcezze. Ma, attente neh, a vincere voi stesse, se no tutto diventa pesante, insoffribile e la malignità risorgerà come le pustole nel nostro cuore.
12. Ditemi un po', pregate per me, per tutte le vostre sorelle? qui non vi dimentichiamo mai, mai, fate altrettanto voi. Di salute, grazie a Dio, stiamo tutte bene.
13. Dite tante cose da parte mia a tutte codeste buone ragazzine, che si facciano buone.
14. Tutte le suore, postulanti, educande, mi incaricano di dirvi un milione di cose, anche il Sig. Direttore vi saluta.
15. State allegre, pregate per me e scrivetemi presto. Dio vi benedica e vi faccia tutte sue, insieme alla vostra

Aff.ma in Gesù la Madre
Suor Maria Mazzarello
Viva Gesù e Maria!


Note
1. Carmen de Patagones fu la prima casa delle FMA aperta in Patagonia. Per questa rischiosa operazione di frontiera furono scelte suor Angela Vallese, suor Angela Cassulo, suor Giovanna Borgna e suor Caterina Fina, che già da alcuni anni si trovavano in America. Il giornale di Buenos Aires L'America del Sud del 31 gennaio 1880 annunciava così la spedizione: «E' la prima volta dacché il mondo esiste, che si vedono suore in quelle remote terre australi» (riportato in MB XIV 620).
2. Suor Maria Cassulo, che aveva fatto la professione religiosa a Torino il 15 agosto 1879, si trovava nella casa di Nizza Monferrato. Tranne 4 anni trascorsi in Francia, suor Marietta passò tutta la sua vita disimpegnando l'ufficio di lavandaia a Torino Valdocco. Edificava tutti per l'operosità instancabile e sacrificata, l'umiltà e l'unione con Dio.
3. Si riferisce in modo arguto e affettuoso alla giovane suor Giovanna Borgna (cf L25,2 e L28).
4. Suor Caterina Fina aveva fatto professione da due anni. La Madre, come troveremo in altre lettere, le raccomanda di vincere ogni forma di ripiegamento su se stessa e di malinconia. Suor Fina uscirà dall'Istituto nel 1893.
5. Suor Luigia Vallese partirà il 3 febbraio 1881 per l'Argentina con la terza spedizione missionaria. Dovrà rinunciare al suo vivo desiderio di evangelizzare gli indigeni per dedicarsi alla formazione delle novizie nella casa di Buenos Aires-Almagro.
6. E' comprensibile il dolore della Madre nel pensare alla casa di Mornese che si sarebbe presto abbandonata. Vi restava solo don Giuseppe Campi per le ultime pratiche relative alla vendita dello stabile. La casa fu infatti venduta al Marchese Doria. La comunità delle FMA era ormai trasferita a Nizza dal 12 aprile, quando madre Mazzarello era andata a «chiudere la casa» e a prendere le ultime quattro suore ammalate (cf Cronistoria III, pag. 167-169).
7. Cf L34 a suor Virginia Piccono.
8. Erano le case di Saint-Cyr, aperta il 4 aprile 1880, e di Cascinette d'Ivrea. Quest'ultima venne aperta il 20 agosto 1879 con l'asilo infantile, il laboratorio di cucito e l'oratorio festivo. Per difficoltà economiche la casa fu chiusa nel 1882.



L38 Al prefetto generale don Michele Rua

Nizza Monf.[errato], 24 Maggio [1880]
Viva Maria Ausiliatrice!

Reverendo Signor D. Rua, (1)
1. Due righe in tutta fretta per dirle che abbiamo ricevuto Lire 58,50 dalla Signora Malfatto Teresa per la pensione d'un trimestre del figlio suo Giuseppe, credo, per cui intendo di fargliene ricevuta, che, questa somma resterà presso l' Oratorio nostro debito.
2. I due Monsignori, Verri Arciprete al Borgo Madonna e l'altro Mons. Onesti Giuseppe Prevosto, ambedue di Incisa Belbo e zelantissimi Cooperatori Salesiani, si lagnano perché‚ non ricevono da tutto l'anno il Bollettino Salesiano, e ciò rincresce loro molto più perché‚ oltre a tutte le altre belle e sante cose, contiene l'interessante storia dell' Oratorio.(2)
3. Pregherei quindi V.S.R. ad impegnare codesta onorevole Direzione del Bollettino, a spedirlo tutti i mesi, tanto più che ne hanno sempre pagato la spesa... Dicono, per celia, che vogliono far prova a non pagare per vedere se glielo mandano. Le unirò qui l'indirizzo onde possa consegnarlo a chi di ragione... Sarebbe opportuno inviare loro tutti i numeri del 1880.
4. Mi perdoni il disturbo e l'ardire che mi sono presa, e permetta intanto che, presentandole i miei umili ossequi da partecipare a tutti i buoni Sup.[eriori], mi raccomandi caldamente alle sue e loro preghiere e mi sottoscriva
Di V.S.R.
Devot.ma Serva
Suor Maria Mazzarello

Indirizzi pel Bollettino:
Mons. Onesti Teologo Cav. Giuseppe
Cameriere di Sua Santità Prevosto
Incisa Belbo

Mons. Verri Carlo, Arciprete
Borgo Madonna
Incisa Belbo

Signora Maestra
di Castiglione d'Asti.


Note
1. La lettera attesta l'esistenza di un rapporto diretto, semplice e familiare con don Michele Rua, prefetto generale della Congregazione salesiana, che aveva particolari compiti amministrativi anche nei riguardi delle FMA (cf Cronistoria II, pag. 141, dove si parla della prima visita di don Rua alla casa di Mornese in qualità di prefetto generale).
2. Si riferisce alla Storia dell'Oratorio di S. Francesco di Sales, compilata da don Giovanni Bonetti, e pubblicata a puntate sul Bollettino Salesiano tra il 1878 e il 1886.



L39 Alla direttrice della casa di Catania suor Orsola Camisassa
Nizza [Monferrato], 24 giugno 1880
Viva Gesù e Maria!
Mia buona suor Orsola e care sorelle,(1)
1. Ho ricevuto le vostre lettere e vi ringrazio proprio di cuore dei vostri bei auguri che mi avete fatto. Grazie più ancora delle preghiere che fate per me, il Signore vi paghi Lui e vi ricolmi delle più elette benedizioni che ben di cuore vi auguro.
2. O sì, mie buone e care sorelle, se sapeste quanto penso a voi, non passa un momento che la mia mente non si trovi con voi e tante volte sento una pena al cuore per non potervi vedere qui vicino!! ma pazienza! Verrà il giorno beato che staremo sempre unite insieme di spirito e di corpo. Per adesso contentiamoci di trovarci solo con lo spirito assieme e parliamoci sempre nel Cuore di Gesù. Voi dite tante belle cose per me quando vi trovate unite in questo adorabile Cuore, principalmente quando lo andate a ricevere nella Santa Comunione.
3. Io vi assicuro che lo prego sempre per voi tutte in particolare, principalmente in quei fortunati momenti che lo ricevo nel mio cuore. Lo prego sempre che vi dia quelle virtù tanto necessarie che sono l'umiltà, la carità, la pazienza, ecc. ...
4. Sì, mie buone Figlie in G.[esù], fatevi coraggio, Gesù vi vuol bene. E' vero che avrete un po' tanti fastidi e pene qualche volta,(2) ma il Signore vuole che portiamo un po' di croce in questo mondo. E' stato il primo Lui a darci il buon esempio di soffrire; dunque con coraggio seguiamolo nel patire con rassegnazione. State sicure che quelle, a cui Gesù dà più da patire, sono le più vicine a Lui; ma bisogna che facciamo tutto con purità d'intenzione, per piacere a Lui solo, se vogliamo la mercede.
5. Quanto mi rincresce che non state tanto bene di salute. Abbiate riguardo e provvedete in tutto ciò che vi fa bisogno. Sento che costì fa molto caldo, riparatevi anche da questo, per quanto potete.
6. Mi è rincresciuto tanto che la Signora Duchessa sia stata un po' stizzita con voi, povere suore, ma non fa niente, le rose a suo tempo fioriscono sempre, ma prima la rosa vuol mettere fuori le spine, e così è successo a voi, nevvero? Oh, state allegre, che le cose di questo mondo passano tutte.
7. Mi dimenticavo di ringraziarvi delle œ 100 che mi avete mandato, mi avete fatto proprio piacere, ne ho tanto bisogno con tante spese per i muratori, grazie, grazie.(3)
8. Adesso vi dò notizie di noi tutte che grazie a Dio stiamo bene, eccetto la povera M.[adre] Economa,(4) che è circa venti giorni che [sta] molto male, il medico [ha detto] che ha una malattia che è difficile che guarisca! Povera M.[adre] Economa, fate una preghiera proprio per essa, quanto mi rincrescerebbe se il Signore me la prendesse, ma pazienza!
9. Suor Orsola, scrivetemi un po' più sovente. Vi saluto tutte col raccomandarvi l' allegria e il coraggio. Dite tante cose da parte mia a codeste brave ragazze, fate dire una Ave Maria secondo la mia intenzione.
10. Tutte le suore, postulanti, educande vi salutano e vi mandano un Viva Gesù, rispondetele.
11. Non lascerei più di scrivervi, ma sono alla fine della carta, dunque per questa volta lascio lì.
12. Non so se la capirete questa lettera, l'ho scritta senza metterla in pulito, ma voi sapete che non so scrivere e perciò bisognerà che la studiate un poco per intenderla.
Dio vi benedica e vi consoli tutte.
Credetemi sempre, la vostra

Aff.ma, in Gesù, la Madre
la povera suor Maria Mazzarello

13. Tanti rispetti alla Signora Duchessa da parte mia.


Note
1. Suor Orsola Camisassa era direttrice della comunità di Catania dove le suore educavano ragazze orfane (cf L34, nota 234).
2. L'orfanotrofio, essendo alle dipendenza della duchessa di Carcaci e degli amministratori del Conservatorio, poneva notevoli problemi alle suore. Le FMA, dopo sette anni, dovettero ritirarsi a causa d'ingerenze estranee che ne ostacolavano l'azione educativa.
3. Tra le condizioni del contratto stipulato con la duchessa, si legge che la signora si impegnava a dare alle FMA un assegno annuo complessivo di œ 1000 (cf lettera della duchessa a don Giovanni Bonetti, 28 dicembre 1879, in Cronistoria III, pag. 145). Le suore, pur vivendo in estrema povertà, cercavano di essere solidali con le consorelle della casa-madre.
4. Suor Giovanna Ferrettino (cf L36,2; L40,5; L47,4).



L40 Alle suore delle case di Villa Colòn e di Las Piedras

Nizza [Monferrato], 9 luglio 1880
Viva Gesù, Maria e S. G.[iuseppe]!!

Mie buone figlie, e sempre amate figlie in Gesù,(1) di Colòn e di Las Piedras,
1. Mi fa sempre piacere il ricevere lettere dalle suore delle diverse case, ma le lettere che ricevo dall'America mi fanno provare un certo non so che, che non saprei spiegare; pare che il tempo e la distanza invece di diminuire abbiano anzi aumentata la santa e vera affezione che io avevo per ognuna di voi.
2. Immaginate dunque quanto mi siano giunti graditi gli affettuosi vostri auguri.(2) Sì, voglio sperare che il Signore esaudirà le vostre preghiere e mi concederà tutte quelle virtù che mi son necessarie per adempire bene il mio dovere.
3. Voi mi dite che d'ora innanzi non volete più essere suore solo di nome ma di fatti, brave! così va tanto bene!! continuate ad andare avanti sempre bene, pensate che il tempo passa in America come in Italia, presto ci troveremo a quell'ora che dovrà decidere della nostra sorte. Noi felici, se saremo state vere suore, Gesù ci riceverà come uno sposo riceve la sua sposa. Ma per essere vere religiose bisogna essere umili in tutto il nostro operare, non di sole parole, ma di fatti, bisogna essere esatte nell'osservanza della nostra Santa Regola. Bisogna amare tutte le nostre sorelle con vera carità, rispettare la Superiora che Iddio ci dà chiunque essa sia...
4. Ma che cosa faccio?(3) senza accorgermene, vi facevo una predica invece di ringraziarvi dei vostri bei auguri. Per ringraziamento ho fatto fare per voi la S. Comunione da tutta la Comunità, siete contente?
5. Desiderate sapere quando andrò a farvi una visita.(4) Io vorrei poter partire subito, ma finché‚ non mi mandano non posso andare. D.Bosco e D. Cagliero mi hanno promesso che mi lasceranno andare, ma non so quando sarà. Tocca a voi scriverlo ai Superiori, o D. Cagliero o D.Bosco e poi state sicure che se è volontà del Signore, verrò certo. Ma se il Signore non permettesse più che ci vediamo in questa vita, ci rivedremo in Paradiso, non è vero? Quando voi riceverete questa lettera, noi forse cominceremo i S. Esercizi, pregate perché‚ tutte li possiamo far bene. Se volete venire, vi andremo incontro fino a Genova. Pregate anche per un buon numero di figlie che in quel tempo faranno la santa vestizione. Pregate tanto per la M.[adre] Economa, già lo saprete che è ammalata, ebbene finora non migliora ancora niente, solo la Madonna la può guarire, pregatela dunque di cuore. Del resto noi grazie a Dio stiamo tutte bene, eccetto essa; anche nelle altre case in generale stan bene.
6. Non sto a raccontarvi le belle feste che abbiamo fatto a Maria Ausiliatrice, vi dirò solo in breve che l'abbiamo celebrata con la maggior solennità. Si son fatte sedici vestizioni, si cantò la Messa e il Vespro in musica. Sembrava proprio una di quelle antiche feste che si facevano quando eravamo a Mornese, qualcheduna di voi se ne ricorderà ancora.(5)
7. Termino perché‚ voglio ancora rispondere alle suore che mi scrissero in particolare. Coraggio, mie care e amate Sorelle, vi raccomando di volervi bene, di aver confidenza con la Direttrice o con chi fa le sue veci; e procurate di far tutte le vostre opere col solo fine di piacere a Dio.
8. Fate i miei rispetti al vostro Rev.do buon Direttore e raccomandatemi alle sue fervorose preghiere.
9. Tutte le suore vi mandano un milione di saluti e si raccomandano alle vostre preghiere. Esse pregano sempre per voi tutte. Io vi auguro tutte le benedizioni del cielo e mi dico vostra

Aff.ma Madre, in G.[esù]
la povera suor Maria Mazzarello


Note
1. Si noti l'espressione affettuosa della Madre nell'indirizzarsi alle figlie lontane.
2. Madre Mazzarello ringrazia le suore degli auguri ricevuti per il suo onomastico che veniva celebrato il 6 luglio, festa di S. Domenica (cf Cronistoria II, pag. 205, 261, 332; III, pag. 209). La santa, commemorata nel Martirologio romano il 6 luglio, fu martirizzata a Nicomedia nella persecuzione di Diocleziano.
3. L'interrogativo esprime quanto sia lontana dall'atteggiarsi a maestra spirituale. Ella si pone accanto alle sorelle, impegnata come loro in un cammino di continua conversione.
4. Era davvero vivissimo il desiderio delle suore di rivedere madre Mazzarello, come si può cogliere da alcune lettere provenienti dall'America. Suor Virginia Magone le scriveva in tono di affettuoso rimprovero: «Tutte le Suore dell'Italia e della Francia ebbero la sorte di vederla una o due volte in quest'anno, non è vero? E le poverette dell'America furono dimenticate! Come può Lei resistere ancora senza far loro una visita? Abbia, sì, abbia compassione delle sue lontane figliuole; lasci le novantanove pecore e venga in cerca di quelle che già da molto tempo si allontanarono dall'ovile amato...» (Lettera a madre Mazzarello, autunno 1879, in Cronistoria III, pag. 111; cf pure lettera di suor Maddalena Martini a don Bosco, 5 maggio 1880, in ivi 198-200).
5. Ritorna il ricordo delle feste mornesine con il loro clima saturo di spiritualità, di gioia, di condivisione serena e fraterna. Fu merito, oltre che della Madre, anche dei direttori salesiani, l'aver promosso e curato le celebrazioni liturgiche e il canto.