Lettere di S.Maria Domenica Mazzarello, confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice
Lettere di Santa Maria Domenica Mazzarello,
confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice




L51 Alla direttrice della casa di Melazzo suor Giuseppina Torta

Chieri, 21 novembre 1880
Viva Gesù e Maria!

Mia buona suor Giuseppina,(1)
1. vi scrivo due righe da Chieri, dove ho dovuto portarmi per vedere la povera suor Innocenza(2) che ho trovato moribonda, però mi ha ancora conosciuta, poverina!
2. Son arrivata qui sabato dopo mezzogiorno, ancora [in tempo], e la povera suor Innocenza se ne volava al Cielo all'una e tre quarti dopo mezzanotte e fece una morte proprio invidiabile. Non mancate però di pregare per la sua anima, se alle volte fosse trattenuta nell'anticamera del Paradiso.
3. Mie buone figlie, siete allegre tutte quattro?(3) state bene di salute? vi volete ancora tutte bene?
4. E le ragazze van crescendo?(4) sono buone? salutatemele tutte, ditele delle belle cose da parte mia.
5. Suor Villata, siete proprio allegra? pregate per me? fatevi coraggio e fatemi stare allegra la vostra Direttrice e suor Felicina Bezzato e la buona Rosina.
6. Mia buona suor Giuseppina, è vero che è stata costì vostra Madre? qui a Chieri tutti dicono che vostra Madre è andata a trovarvi, ma voi non me lo avete scritto. Scrivetemi presto e ditemi tutto di Madre vostra(5) e di tutte le vostre scuole.
7. Giovedì prossimo sarò di nuovo a Nizza e mi manderete il vostro scritto che mi sarà tanto caro.
8. Suor Rosalia(6) vi saluta unita a tutte le altre nostre care sorelle [che] si raccomandano alle vostre preghiere. A Nizza le ho lasciate che stavano assai bene.
9. Da Bronte hanno scritto che il viaggio fu felicissimo, ma poverine, han bisogno che preghiamo tanto per esse, son così lontano, fan proprio compassione.
10. Vi scrivo tanto in fretta che forse non capirete nemmeno, ma abbiate un po' [di] pazienza, ho poco tempo, prima della Concezione vi scriverò di nuovo.(7)
11. Intanto fatevi coraggio e non turbatevi se vi tocca fare qualche sacrifizio, o meglio fioretto per le persone che vengono a visitare la casa.(8) Vi raccomando di essere umile e piena di carità e di pazienza; procurate di osservare la santa Regola e di farla adempiere bene da tutte. Pregate sempre e molto di cuore, ricordatevi sempre che la preghiera è la chiave che apre i tesori del Paradiso.
12. Coraggio dunque a combattere l'amor proprio, facciamola morire questa bestiaccia così maligna.
13. Rinnovate sovente i vostri tre Voti e anche i proponimenti fatti nel tempo dei santi Esercizi.
14. Statemi allegre, mie tanto amate figlie in G.[esù], questa vita è passeggera, buona sera, buona sera,(9) va bene così? A Natale verrete a Nizza a fare le feste con noi? vedremo.
Dio vi benedica insieme alla vostra

Aff.ma nel Sig.[nore] la Madre
Suor Maria Mazzarello

15. Tanti rispetti al Sig. Arciprete, al Marchese(10) e al Viceparroco. Viva Gesù a nome di tutte le Suore.


Note
1. Suor Giuseppina Torta, nativa di Chieri, entrò a Mornese il 4 luglio 1879 e fece professione il 2 settembre 1880. A soli 23 anni di età fu nominata direttrice di Melazzo. Si comprende come madre Mazzarello abbia sentito il materno dovere di seguirla e sostenerla nel servizio alle sorelle e alla gioventù. Nel 1883 andrà missionaria in Argentina dove per 30 anni darà prova di generosità e di intraprendenza apostolica. Di ritorno in Italia continuerà a svolgere compiti di responsabilità come direttrice.
2. Si riferisce alla giovanissima suor Innocenza Gamba, morta a Chieri il 21 novembre dopo un solo anno di professione.
3. La comunità era composta dalla direttrice, dalla suora professa suor Matilde Villata, dalla novizia suor Felicita Bezzato e dalla postulante Rosina Noli.
4. In questo piccolo paese della diocesi di Acqui, il generoso parroco don Giuseppe Chiabrera e il marchese Vittorio Emanuele Scati avevano offerto alle FMA la gestione dell'asilo infantile, dell'oratorio e del laboratorio di cucito da loro fondati (cf MB XIV 649).
5. Madre Mazzarello si interessa affabilmente della mamma della suora e desidera ricevere notizie dettagliate dell'incontro fra madre e figlia di cui ha sentito riferire a Chieri. Anche da questo semplice gesto di interessamento si coglie la cordialità di cui madre Mazzarello circondava i parenti delle suore, considerandoli come persone di famiglia e primi benefattori dell'Istituto.
6. Suor Rosalia Pestarino, direttrice della casa di Chieri.
7. Infatti mantenne la promessa e prima della festa dell'Immacolata Concezione di Maria scrisse un'altra lettera (cf L52).
8. Non si hanno notizie sicure delle persone che con una certa frequenza visitavano la casa delle suore. Si può ipotizzare che si tratti degli stessi amministratori o di autorità civili o ecclesiastiche del paese. Dal poscritto, contenente i saluti trasmessi dalla Madre, si deduce che dovevano essere varie le persone che gravitavano intorno alla comunità: l'arciprete, il viceparroco, il marchese, tutti insigni benefattori dell'opera educativa diretta dalle FMA.
9. Richiama uno stornello da tutte conosciuto perché‚ imparato a Mornese (cf MACCONO, Santa Maria D. Mazzarello I 195).
10. Il marchese Scati aveva generosamente contribuito alla fondazione della casa delle suore ed era ammirato del loro zelo apostolico. In quello stesso anno ringraziò infatti personalmente don Bosco per aver mandato le suore e stese una relazione descrivendo il bene che esse operavano, soprattutto attraverso l'oratorio festivo (Relazione manoscritta del marchese, 24 aprile 1891, in ASC).



L52 Alla direttrice della casa di Melazzo suor Giuseppina Torta

Nizza [Monferrato], 30 novembre [1880]
Viva Gesù e Maria Immacolata!

Mie care suor Giuseppina, e M.[atilde] e F.[elicita] e R.[osina](1)
1. vi ringrazio delle notizie che mi date tutte; voi desiderate che vada a farvi una visita, lo farei subito e volentieri, ma al momento [non è] possibile che possa soddisfarvi. Verrete voi tutte a Natale e porterete un gallinaccio, nevvero?(2) però se troverò un giorno che sia in libertà, verrò io prima. In quanto poi per la vestizione di Rosa si vedrà come si potrà fare.(3)
2. Ecco che approssimandosi la festa della nostra cara Madre Maria SS. Immacolata ho pensato di dirvi due parole, per fare bene la novena con il fervore possibile come ci esortano le nostre sante Regole.
3. Mettiamoci dunque tutte con impegno ad esercitarci nella vera umiltà e carità, sopportando i nostri difetti a vicenda, [ad] esercitarci di più nelle nostre opere di pietà, facendo con slancio e fervore le nostre Comunioni e preghiere e col praticare i nostri santi Voti di povertà, castità ed obbedienza. Se faremo così, credetelo mie buone figlie, che la Madonna sarà contenta di noi e ci otterrà da Gesù tutte quelle grazie che son tanto necessarie per farci sante. In questi giorni rinnoviamo anche i nostri proponimenti che abbiamo fatto agli Esercizi e finalmente preghiamo per i nostri Rev.di Superiori, per la nostra Congregazione, per le nostre consorelle defunte e per tutte le suore vicine e lontane.(4)
4. Ecco dunque quanto mi stava [a cuore] di dirvi, mie buone sorelle, fatevi coraggio, abbiatevi riguardo alla sanità e fatevi sante voi e tutte codeste buone ragazze che mi saluterete tanto tanto e fatele pregare qualche volta per me, neh! dite a suor Felicina che si faccia brava, e che la S. professione se non la fa adesso la farà quando la faranno le altre, intanto che stia allegra.(5)
5. Ricevete tanti saluti dalle suore e dal Sig. Direttore e un milione di cose da me che sempre vi tengo vicino al mio cuore e son pronta a far di tutto per il vostro bene.
6. Gesù vi benedica e Maria SS. vi colmi delle più elette grazie, insieme alla vostra

Aff.ma nel Signore
la Madre suor Maria Mazzarello


Note
1. La lettera è scritta alla stessa comunità di Melazzo (cf L51, nota 322) esattamente dieci giorni dopo la prima, secondo la promessa (cf L51,10).
2. La Madre desidera celebrare insieme con loro le feste natalizie e perciò invita le suore a contribuire all'agape fraterna portando un tacchino. Di fatto, essendo Melazzo poco distante da Nizza Monferrato, le suore fecero ritorno in casa-madre per il Natale (cf Cronistoria III, 295).
3. La postulante Rosina Noli farà la vestizione il 12 dicembre con altre 21 giovani.
4. Ritornano qui i temi proposti in altre lettere per la medesima solennità; il fatto indica che madre Mazzarello attribuiva grande importanza alla festa dell'Immacolata (cf L16,1-4; L27,7).
5. Suor Felicita Bezzato farà la professione il 23 agosto 1881.



L53 Al direttore del Bollettino Salesiano don Giovanni Bonetti

Nizza Monferrato, 17 dicembre 1880

Molto Reverendo Signore,(1)
1. Con molto piacere ho ricevuto la gentilissima sua lettera, ed eccomi tosto a risponderle.(2)
2. Troverà qui unite alcune lettere della nostra Suor Virginia.(3) Mi rincresce che mi si è smarrita l'ultima, che mi scrisse da letto, nella quale mi diceva che stava preparandosi i gigli per la sua ultima comparsa ... nel catafalco.
3. Del resto Lei può scrivere senza timore che Suor Virginia fu sempre una buona figliuola, obbediente, rispettosa, divota. Entrò in casa nostra nel 1871 con intenzione di vivere con noi ritirata dal mondo.(4)
4. Sebbene in una lettera parli di un dispiacere che mi diede, fu quella una cosa da nulla; una bugia che mi ha detto, e che scoperta servì per farla emendare per sempre.(5)
5. Vestì l'abito nel 1872; il 14 giugno 1874 faceva i voti triennali, e il 27 agosto dell'anno dopo li emetteva perpetui.
6. Io non mi fermo a dirle delle sue virtù, perché‚ la S. V. la conobbe abbastanza nella casa di Borgo S. Martino; ma posso accertarla che fu sempre molto zelante del bene delle fanciulle.
7. Mostrava singolare attitudine per fare catechismi ed istruire le povere giovinette, le quali tosto che la conoscevano le si affezionavano come ad una tenerissima sorella.
8. Era eziandio molto delicata di coscienza, e teneva il suo cuore aperto colla Superiora come figlia alla propria madre. La domanda d'andare in America la fece da Borgo S. Martino, e fu esaudita dopo alcun tempo, mentre più non se l'aspettava. Quando si venne alla partenza soffrì immensamente per dover abbandonare i suoi cari; ma fece generosamente il sacrifizio per amor di Gesù.
9. Quello che abbia fatto in America, e quali sentimenti nutrisse colà, la S.V. lo potrà ricavare dalle sue lettere.(6)
10. Termino, augurandole ogni bene per le prossime feste natalizie e pel buon fine e capo d'anno. Oh! sì, il celeste Bambino la consoli e protegga come le desidera la sua

povera ed umil.ma serva
Suor Maria Mazzarello


Note
1. Don Giovanni Bonetti, primo direttore e principale redattore del Bollettino Salesiano, era in quel tempo direttore spirituale dell'oratorio femminile "S. Teresa" di Chieri. Nel 1885 succederà a mons. Giovanni Cagliero in qualità di direttore generale delle FMA. Morì nel 1891 a 53 anni di età lasciando un vivo ricordo del suo zelo sapiente e operoso.
2. Come direttore del Bollettino Salesiano aveva chiesto alla superiora generale di inviargli alcuni dati biografici di suor Virginia Magone, prima FMA morta in America, a Montevideo-Villa Colòn il 25 settembre 1880.
3. Le tre lettere indirizzate alla Madre furono pubblicate in Bollettino Salesiano 5 (1881) 2, 6-9; 3, 7-10; 4, 12-14. Successivamente trascritte in Cronistoria III, pag. 27-29, 55-58, 111-113.
4. Virginia Magone fu una delle prime ragazze che frequentarono il laboratorio di Mornese e fece parte del gruppo delle prime giovani che già nella casa dell'Immacolata vivevano in comunità.
5. Suor Virginia si esprime così scrivendo a madre Mazzarello: «Vuol credere, Madre, che mi sovviene ancora il primo dispiacere che le ho dato quando stavamo ancora alla parrocchia di Mornese? E poi tutti gli altri che le ho dato in seguito, di tratto in tratto mi vengono davanti» (maggio 1879, in Cronistoria III, pag. 55-56).
6. Anche don Luigi Lasagna e suor Maddalena Martini scrissero a don Bosco riferendogli della santa morte di suor Virginia e delle sue straordinarie virtù (cf Cronistoria III, pag. 267-269).



L54 Alla signora Emilia Viarengo

Nizza [Monferrato], 19 dicembre 1880
Viva Gesù!

Stim.ma Signora!(1)
1. Duolmi assai ch'ella non sia venuta a prendere parte alla nostra festa.(2) Mi avrebbe però anche rincresciuto se fosse venuta credendo di trovare il Sig. D. Bosco. Fu il Sig. D. Cagliero che venne a dar l'abito religioso alle novelle Suore;(3) il Sig. D. B.[osco] non viene che in tempo degli Esercizi. Se avesse bisogno di consiglio potrebbe scrivergli a Torino.
2. Ringrazio il Signore ch'ella continui a nutrire il desiderio di consacrarsi tutta a Lui, gli si mantenga fedele, preghi e confidi. Se il Signore la chiama tra le Figlie di Maria Ausiliatrice stia tranquilla che ve la condurrà, purché‚ essa corrisponda alle sue grazie. Bisogna però che lei faccia anche le sue parti, vinca i timori col farsi forte.
3. Coraggio, mia cara sorella, si raccomandi al Bambino di Betlemme; lo farò io pure pregare per essa, si abbandoni intieramente a Lui e sia certa ch'egli farà ciò che è meglio per l'anima sua.
4. Le auguro di cuore buone feste Natalizie ed un anno colmo delle grazie del Signore. Preghi per me che le sono nel Cuor Sacramentato di Gesù,

Aff.ma Sorella
La Superiora


Note
1. Emilia Viarengo di Agliano d'Asti, benefattrice delle opere di don Bosco, desiderava entrare tra le FMA.
2. Si riferisce alla domenica dopo la festa dell'Immacolata (12 dicembre), nella quale le postulanti ricevettero l'abito religioso.
3. Furono 22 le postulanti che ricevettero l'abito e in quello stesso giorno vi fu pure il Battesimo della ragazza africana ospite a Nizza Monferrato, chiamata Maria «la mora» (cf Cronistoria III, pag. 286).



L55 Alle suore della casa di Carmen de Patagones (Argentina)

Nizza [Monferrato], 20 dicembre 1880
Viva Gesù Bambino!

Carissime suor Angiolina, suor Giovanna, suor Cassulo A. e suor C.[aterina],
1. Ho ricevuto la vostra carissima lettera. Ed eccomi subito a rispondervi, povere figlie così lontane,(1) quanto desidero di vedervi! ma bisognerà che facciamo un sacrificio insieme di questa soddisfazione, perché‚ credo che non mi daranno mai un tale permesso.(2) Ma fatevi coraggio, sebbene non ci vediamo di presenza corporale, ci siamo bensì unite di presenza collo spirito; per me vi assicuro che non passa un giorno che non [mi] ricordi di voi tutte, mie buone figlie!
2. Mi dispiace nel sentire che suor Giovanna e suor Caterina non stiano tanto bene in salute, poverette, fatele coraggio da parte mia. Dite a suor [Caterina] che si faccia buona, che questo sarà il mezzo di [fare maggior] bene e a suor Giovanna [che] stia allegra. Non c'è tempo di star ammalate, vedete, abbiamo tanto lavoro, fatele coraggio.
3. Noi qui in generale stiamo bene eccetto suor Luigia Arecco e suor Tersilla.(3) Pare che la morte si avvicini per farle una carezza, ma le poverine non ne vogliono sapere. Ma pure bisogna bene che si rassegnino, specialmente suor Luigia che non le sarà più tanto lontano! Pregate tanto per queste due suore che hanno molto bisogno; pregate anche per l'anima di suor Carmela(4) e [di] suor Innocenza Gamba che hanno reso la loro anima al Signore.
4. Nel mese di Novembre suor In.[nocenza] è morta nella casa delle suore a Chieri e suor Car.[mela è] morta ai dieci Dicembre nella casa delle suore in Torino. Mie care figlie, vedete, la morte ogni tanto viene. La Madama morte [viene] a farci un saluto!(5) Preghiamo, preghiamo e stiam preparate.
5. La festa dell'Immacolata, cioè la Domenica appresso, venne D.Cagliero e diede l'abito a venti suore e a due coadiutrici.(6) Voi direte dunque: vestono tante suore e non ce ne mandano mai. Sì, questa volta ve le mandiamo davvero. Partiranno ai 22 o 26 di Gennaio se non cambieranno di nuovo, ma credo che questa volta andranno davvero; pregate che facciano buon viaggio.(7)
6. Vi ringrazio poi tanto di cuore, dei vostri bei auguri che mi avete fatto per le feste Natalizie, ed io pregherò Gesù Bambino che ve li ricambi Lui con le sue più elette benedizioni; vi dia la vera umiltà, la carità, l' obbedienza e il vero amore a Gesù. Lo prego e pregherò sempre che vi dia o mantenga queste virtù, vi dia anche lo spirito di mortificazione, di sacrificio della propria volontà, vi mantenga [in] fervore e zelo e [dia] anche a tutte una robusta sanità. Siete contente che Gesù vi dia tutte queste cose? Io ve le auguro proprio di cuore e lo pregherò sempre finché‚ mi darà vita assistita colla sua grazia! E voi, mie amate figlie, fate altrettanto per me che son più bisognosa di tutte.
7. Coraggio, statemi allegre, amatevi, compatitevi a vicenda. Consoliamo il nostro caro Gesù e facciamo tutte le nostre opere in modo che Gesù possa dirci: figlie mie, son contento del vostro operare. Che piacere sentire questa bella parola da Gesù.
8. Voi, mia buona suor Angiolina, ho letto il vostro rendiconto,(8) state tranquilla e pensate che i nostri difetti sono erbe del nostro orto, bisogna umiliarsi e con coraggio combatterli. Siamo miserabili e non possiamo esser perfetti, dunque umiltà, confidenza ed allegria.
9. Pregate tanto per me e porgete i miei rispetti al vostro Rev.do Sig. Direttore, raccomandatemi alle sue fervorose preghiere e ringraziatelo da parte mia [per] il bene che fa a voi tutte.
10. Ricevete mille saluti da tutte le suore e da me in modo speciale, che tanto vi amo nel Signore e farei di tutto per il vostro bene. Credetemi nel cuore di Gesù vostra

Aff.ma Madre
Suor Maria Mazzarello

11. Viva [Gesù] da parte di Madre Maestra.(9)
12. Mia buona suor Angiolina Cassulo, vostra sorella sta bene e si trova nella casa di Este. Sta volentieri e fa da cuciniera ai nostri Salesiani.


Note
1. Le suore, alle quali madre Mazzarello scrive varie lettere (cf L37, L47, L68), erano veramente le più lontane. Si trovavano, infatti, nella remota terra patagonica, vasta regione dell'estrema zona meridionale dell'America.
2. Si noti la sofferenza della Madre nel non poter realizzare un suo vivo desiderio, espresso già varie volte nelle lettere.
3. Suor Tersilla Ginepro (cf L48, nota 303). Suor Luigia Arecco, nativa di Mornese, entrò a 16 anni nell'Istituto. Per le sue doti brillanti e per la sua bellissima voce fu particolarmente seguita da madre Mazzarello nel timore che cedesse all'ambizione e perdesse il merito di quanto faceva. Ammalatasi giovanissima, morirà il 24 gennaio 1881.
4. Suor Carmela Arata morì a Torino il 10 dicembre 1880.
5. In modo figurato si attribuisce alla morte l'appellativo di «signora». Era abbastanza comune, a quel tempo, utilizzare il termine "madama" per indicare realtà, vizi o stati d'animo. Cf ad es. una «buona notte» di don Bosco nella quale raccomanda ai giovani: «Siamo in principio dell'anno scolastico; guardiamoci bene da due difetti che si oppongono all'adempimento dei nostri doveri. Riguardo alla scienza c'è Madama Pigrizia, la quale fa sì che uno non studii. E Madama Accidia, la quale procura che uno faccia con svogliatezza le pratiche di pietà» (MB IX 400, 2 novembre 1868).
6. Le Costituzioni delle FMA non hanno mai contemplato due categorie di suore. Erano chiamate "coadiutrici" le suore addette alle commissioni che, a motivo del loro ufficio, portavano alcune varianti nell'abito religioso.
7. Le missionarie partirono il 3 febbraio 1881.
8. Era così chiamato il colloquio mensile che ogni suora doveva tenere con la sua superiora al fine di averne consigli e orientamenti spirituali. Don Bosco attribuì grande importanza a questo incontro familiare e formativo realizzato in un clima di fiducia e di semplicità. Esso ha infatti obiettivi specifici: la ricerca della volontà di Dio, la crescita personale e comunitaria e, conseguentemente, la fecondità apostolica.
9. Suor Giuseppina Pacotto.