Lettere di Santa Maria Domenica Mazzarello, confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice
Lettere di Santa Maria Domenica Mazzarello,
confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice





L06 Al direttore generale don Giovanni Cagliero

Mornese, 8 luglio 1876(1)

Molto Rev.do e buon Padre
1. Se ben si ricorda prima che partisse le dicevamo: quando sarà in America gli affari le faran certo dimenticare le povere figlie di M.A. E pare che abbiam indovinato giacché‚ non risponde mai alle nostre lettere; e sì che gliene abbiam già scritte parecchie! Se sapesse quanto desideriamo di saper sue notizie, certo non ce le farebbe sospirare tanto.
2. Abbiam saputo, non so come, che V.S. stette ammalata; questa notizia ci fece proprio dispiacere, speriamo però che a quest'ora sarà ristabilita.
3. Voglia avere la bontà di scriverci almeno una volta, ce la darà questa consolazione? Lo speriamo.
4. Bisogna di nuovo che le annunzi una morte! mi ricresce, ma che farci? il Signore vuol riempire la casa del paradiso. Il giorno 13 Aprile (Giovedì Santo), alle 6½ di sera moriva la cara Madre Maestra.(2) Parlò quasi fino all'ultimo istante e morì dicendo: Fiat voluntas tua. Ci edificò tutte colla rassegnazione che mostrò sempre nel corso della sua malattia, che durò tre mesi.
5. Svestizioni, fuori di quelle [di] cui le abbiam già scritto, non ve ne furono, grazie a Dio. Successero invece cose tanto straordinarie e strepitose che ci vorrebbero per lo meno quindici giorni e parlare continuamente; scriverle poi è impossibile; bisognerebbe aver visto...(3)
6. Basta, mi proverò a scriverne alcune alla meglio che potrò. Abbiam avuto delle estasi, dei ratti, rivelazioni di cose occulte, ma proprio cose di coscienza, sa? che stavano sepolte nel più profondo del cuore di alcune. E tutto questo per mezzo di una figlia romana, mandata qui da D. Bosco per toglierla di bocca ai lupi. Non mi fermo a dirle ciò che da principio essa fece, le basti il sapere che fu mandata via perché‚ troppo cattiva. Essa raccomandossi tanto di cuore alla Madonna in tutto il mese di Maggio che ottenne la grazia di ritornare dopo un giorno solo di assenza (come ciò avvenne le verrà poi raccontato al suo ritorno). Allora cominciò a parlare d'una ragazzina visibile ad essa sola che le stava quasi continuamente accanto. Da principio la si credeva pazza, poscia si ammalò gravemente e fu quindi risanata istantaneamente dalla Madonna (così essa diceva).
7. Dopo questo miracolo cominciò a svelare cose occulte, e non si può negare ch'ella fece del gran bene a molte anime di questa casa. Poscia cominciarono le estasi, il digiuno assoluto di parecchi giorni, nel qual tempo veniva nutrita di cibo celeste dalla ragazzina. Diceva di veder la Madonna e parecchie volte ci fece inginocchiare tutte (anche il Sig. Direttore) per ricevere la sua benedizione; di tutte queste cose ci diede prove così certe che tutti le credevano vere, anche D. Bosco vi prestò fede. Ma poi la scena cambiò e ci accorgemmo che costei era ossessa dal demonio e non trovando nessun rimedio, dietro l'ordine di D. Bosco, l'abbiam mandata a fare qualche miracolo a Roma.(4) Venga presto e le racconteremo tutte le particolarità di questa commedia, per ora basta così.
8. Altre novità non successero, vi furono delle vestizioni al 24 di maggio, già glielo scrissi. Suor Teresa Laurantoni è perfettamente guarita; ora abbiamo ammalata di malattia polmonare suor Mina. Non se ne stupisca; confessò essa medesima che da tre anni ha questo male, e certo venendo nell'aria forte questo divenne più grave. La mandai a Torino e di là fu mandata da D. Bosco a Pedemonte colla madre di suor Elisa. E' vestita da monaca e totalmente rassegnata al volere di Dio.(5) Anche suor Maria Belletti è presa dallo stesso male; le altre, grazie a Dio, stanno bene, sono allegre e, per quanto posso conoscere, sono anche buone.
9. In principio di giugno venne aperta una casa a Sestri Levante cioè non una casa, sono sette suore che andarono ad assistere i ragazzi e le ragazze scrofolose che vanno colà a prendere i bagni.(6) Fra quelle suore vi è suor Enrichetta, suor Angiolina (del segretario),(7) le altre cinque non le conosce. A settembre faranno ritorno al nido.
10. E lei quando verrà a vedere il nido? noi l'aspettiamo fra breve, se vedesse di quanto è accresciuto il numero delle figlie di M. A.! sono 30 post.[ulanti], circa 10 novizie, circa 36 professe e 30 educande. Può venirsene a scegliere un buon numero da condurre in America, quasi tutte desiderano andarvi; faccia dunque presto, che l'aspettiamo proprio con tutto il cuore.
11. Adesso senta che cosa le voglio dire: mi tenga, ma davvero sa? un posto in America. E' vero che son buona a far nulla, la polenta però la so fare, e poi starò attenta al bucato che non si consumi troppo sapone; e se vuole imparerò anche a fare un po' di cucina, insomma farò tutto il possibile perché‚ sieno contenti, purché‚ mi ci faccia andare.
12. Per contentare le suore dovrei dirle una parola per ciascuna. Siccome ciò è impossibile, lascio che interpreti tutto e raccomando ognuna in particolare alle sue preghiere. Così ognuna le presenta i saluti, accertandola che tutte preghiamo sempre Maria SS. a voler benedire le sue fatiche e [a] conservarla ancora lunghi anni.
13. Voglia però in modo speciale pregare per me, io la rammento sempre ogni volta che vado in chiesa. Si degni mandarci la sua benedizione e credermi sua

Umil.ma figlia in Gesù
Suor Maria M.

14. Anche le educande vorrebbero scriverle, ma per questa volta non si può, accetti la buona volontà e le benedica, però scrissero già altre volte e, come noi, non ebbero mai risposta alcuna.
15. Favorisca dare il qui unito biglietto alla Sig.ra Borgna, intanto la preghi a voler pagar qualche cosa, son tre figlie sprovviste di tutto. La più piccola non ha ancora otto anni, per conseguenza è buona a far nulla, dovrebbero proprio pagare almeno per questa.(8)
16. Qui fa caldo, se potesse mandarci un po' del fresco ch'essi sentono! noi le manderemmo il caldo. Ed invece bisogna che essi si soffino sulle dita e noi che ci facciamo aria; ecco come va il mondo, si cerca sempre quel che non si ha, ma in Paradiso non sarà più così, n'è vero? Oh! che piacere, andiamoci. Là ameremo davvero Gesù!...


Note
1. Anche questa lettera è scritta da suor Emilia Mosca.
2. Suor Maria Grosso (cf L 5,1).
3. Si tratta di Agostina Simbeni, entrata nell'Istituto come postulante qualche mese prima. La Cronistoria precisa che la ragazza era stata raccomandata a don Bosco «da persona influente alla quale non si poteva dire di no». La si credeva figlia di un deportato politico in Siberia. Proveniva da Roma, ma si trovava in un Istituto assistenziale di Torino (cf ivi II, pag. 188-192). Appariva intelligente e dotata di particolari capacità nel «trattare di cose spirituali». Non vi è dubbio nel definire il caso veramente patologico, date le manifestazioni anormali. La Simbeni provocò una vera suggestione nella comunità riuscendo ad ingannare anche il direttore salesiano. E' da rilevare l'equilibrio con cui la Madre affronta e risolve la situazione.
4. L'espressione, che rivela il fine senso umoristico di Madre Mazzarello, denota pure la sua acutezza nel comprendere e discernere persone e situazioni.
5. La novizia, suor Domenica Mina, era affetta da tubercolosi. Per questo venne temporaneamente inviata prima a Torino, poi in Liguria presso la sig.ra Nicoletta Noli vedova Roncallo, madre di suor Elisa. Morirà a Torino il 4 ottobre 1876, dopo aver fatto la professione religiosa, come scrive madre Mazzarello a don Cagliero (cf L07,3).
6. La colonia estiva di Sestri Levante (Genova) era amministrata da laici «signori compitissimi e sistematicamente avversi alla religione» (cf Cronistoria II, pag. 225). Accoglieva bambini affetti da una forma attenuata di tubercolosi, con infiammazioni ghiandolari.
7. Le sette FMA, guidate da suor Enrichetta Sorbone e da suor Angela Cassulo, partirono il 5 giugno e ritornarono a Mornese alla fine di settembre. Angiolina Cassulo, da ragazza, lavorava come domestica presso il segretario comunale di Mornese, Antonio Traverso.
8. La Sig.ra Antonia Fassio Borgna, residente a Buenos Aires, aveva le sue tre figlie nel collegio di Mornese. Giovanna era novizia e le altre due, Emilia e Giacinta, educande. Le prime due divennero FMA e missionarie. Giacinta, la più piccola, seguita con particolare sollecitudine da madre Mazzarello (cf L28,8), morirà a Mongardino il 18 marzo 1893 in seguito a una penosa malattia alla spina dorsale che l'aveva resa paralitica (cf MOSCA Emilia, Appunti di cronaca 1893, in AGFMA).


L07 Al direttore generale don Giovanni Cagliero

Mornese, ottobre 1876
Viva Gesù! viva Maria e viva S. Giuseppe!

Molto Rev.do Sig. Teologo e nostro buon Padre
1. Mi metto a scarabocchiare io con l'aiuto di altre.(1) Finalmente ieri ho ricevuto un suo bigliettino. Mi rincresce tanto il sentire che Ella seppe ben poche notizie di questa Casa, poiché‚ io le ho scritto parecchie volte informandola di tutto ciò che accadde dopo la sua partenza, sia delle vestizioni e professioni, come di ciò che avvenne di particolare. Ma se per una parte mi rincresce, per l'altra mi consola, perché‚ vedo che ancora si prende cura di queste sue povere figlie perché‚ io credeva quasi che trovandosi Ella fra tante faccende ed intrighi raramente pensasse a noi, la qual cosa parevami certa dal suo lungo silenzio a nostro riguardo. Ora mi avveggo che era inganno e sono molto contenta.
2. Prima credo bene dirle che finora vi fu sempre la pace, l'allegria e la buona volontà di farsi sante in tutte e ne ringrazio Iddio. A dir vero io resto meravigliata ed insieme confusa guardando tutte queste figlie sempre allegre e tranquille. Si vede proprio che malgrado la mia tanto indegnità la cara nostra Madre Maria SS. Ausiliatrice ci fa proprio delle grandi grazie. Abbia la bontà di pregar sempre acciò si mantenga questo spirito e cresca sempre di più, ed anche perché‚ le virtù che si vedono fiorire siano più interne che esterne.
3. Adesso abbiamo sei case aperte, cioè a Mornese, a Borgo S. M.[artino],(2) Bordighera, Torino, Biella,(3) Alassio,(4) e fra un mese o due se ne aprirà una a Lanzo ed un'altra a Mathi. Dimenticavo la casa che abbiamo in Paradiso la quale è sempre aperta, il Direttore di essa non ha nessun riguardo n‚ ai superiori, n‚ al capitolo, prende chi vuole, ne ha già sette. Dopo la Madre M.[aestra] si prese suor Luigia Giordano e suor Mina, la prima morì al 16 di agosto di tifo in sette giorni, la seconda andò a Torino per studiare ed anche a provare se quell'aria avesse giovato alla sua salute; ma invece morì etica il quattro di ottobre dopo un giorno o due di professione.
4. Qui siamo circa 60 fra suore e postulanti, delle educande non posso ancora dirle il numero perché‚ la maggior parte non sono ancora venute dalle vacanze. L'anno scorso erano ventinove; speriamo che quest'anno crescerà il numero, ma vanno adagio per la distanza dalla ferrovia.(5)
5. L'uffizio di Madre Maestra per ora lo esercita la Madre V.[icaria] suor Petronilla giacché‚ l'impiego di Vicaria le dava poca occupazione perciò [Suor Pacotto] l'abbiamo [mandata] da Direttrice di Alassio e adempie assai bene il suo incarico;(6) la Comunità ne è contenta. Abbiamo però aggiunta un'Assistente nel capitolo, la prima è sempre suor Emilia e la seconda è suor Enrichetta.(67) Quando poi vi saranno le persone adatte allora si aggiusterà ogni cosa.
6. A [Borgo] S. Martino sono dodici, la Direttrice è suor Orsola Camisassa di Caramagna, la cuoca del collegio è suor Angiolina (antica serva del Seg.[reta]rio Traverso)(8) e ne sono contenti. A Bordighera sono tre, suor Rosalia è Direttrice, suor Anna Oberti e suor Giustina cuciniera, il bene che fanno è grandissimo.(9) Abbiamo una postulante di là.(10) La figlia del loro padrone di casa venne qui agli Esercizi, le piace questo Istituto e facilmente verrà con noi.(11) A Torino sono diciassette suore; fra queste vi è pure suor Laurantoni. La Direttrice è sempre suor Elisa, ma poverina! forse il buon Gesù ne avrà bisogno per dirigere la casa di lassù, e temo che converrà lasciarla andare e rassegnarci alla sua volontà, anch'essa è presa dalla malattia delle altre, cioè consunzione.(12)
7. A Biella sono 7, la Direttrice è mia sorella suor Felicita.(13) Ad Alassio sono altre 7, suor Giuseppina Pacotto ne è la Direttrice. A Lanzo andranno probabilmente suor Angiolina Deambrogio e una certa suor Margherita Sacco di Caramagna.(14)
8. Suor Tamietti andrà Direttrice a Mathi(15) con suor Vincenzina Razzetti per Maestra all'asilo e quella certa Maritano di Cumiana ritornata fra noi nel mese di aprile per aiutante.(16) Suor Maria Belletti si sta preparando per andare in Paradiso e forse quando V.S. riceverà questa mia essa sarà già partita. I Ss. Spirituali Esercizi si sono fatti in due volte; per le Signore vennero Mons. Scotton(17) e il fratello di D. Savio;(18) peccato che erano pochissime. Per noi venne il teologo Belasio solo.(19) Si fecero diciassette vestizioni e quindici Professioni, nessuna svestizione e speriamo che non se ne faranno mai più. Le suore che erano andate a Sestri sono ritornate senza aver sofferto nulla, né‚ di anima né‚ di corpo e lasciarono tutti contenti di esse.(20)
9. Suor David dopo essere andata a [casa] dietro consiglio di D. Bosco, ottenne la guarigione dalla Madonna e ritornò con noi. Ora è qui a Mornese; di corpo sta bene e pare vada bene anche di spirito.(21)
10. Si ricorda di pregare qualche volta per le sue figlie di Mornese? ma principalmente per me che ne ho bisogno più di tutte, non sto a dirle tutte le mie cattiverie perché‚ ci vorrebbe altro che questo foglio... Preghi un po' il Signore che mi faccia una volta proprio come vorrei essere... Anche noi preghiamo sempre per lei, acciò il Signore la benedica e ce la riconduca presto! Oh! se sapesse quanto la desideriamo! non si potrebbe di più, non passa giorno senza che si senta dire: quando verrà D. Cagliero? Oh! venisse presto... ed altre simili esclamazioni. Venga dunque presto ad appagare questo nostro ardente desiderio.
11. Vi sono molte suore che la pregano a conservare loro un posto in uno dei due nidi preparati. Fra le molte vi sono suor Maddalena Martini, suor Celestina, suor Turco, suor David, suor Cagliero, ecc. ed anche una postulante, maestra inferiore. Son pochi giorni che è qui ma pare di buona volontà, è giovane e robusta, questa la prepariamo per l'America.(22)
12. Basta, si faccia coraggio e si abbia riguardo alla salute. Spero che verrà presto neh? l'aspettiamo nel mese di Gennaio.
13. Il Sig. Direttore(23) sta bene, ma vi fu un po' di tempo che era sempre malaticcio. Egli vorrebbe vederci tutte sante, e noi che siamo ancor ben lontano dall'esserlo, lo facciamo infastidire e Lui viene ammalato, con questo però non gli diamo il permesso di andare in America, e poi quell'aria gli farebbe male. Finalmente si ricordi che V.S. è nostro protettore e se il Signor Direttore va in America a Lei tocca venire a Mornese. Per ora siamo tranquille perché‚ il personale che deve partire è già destinato, ma abbiamo avuto ben ben paura. Studiò lo spagnolo, poi andò a Lanzo e non ritornava mai.
14. Basta, adesso ci vogliamo proprio mettere ad amare tanto il nostro buon Gesù, lei ci aiuti pregandolo che voglia accendere nei nostri cuori il suo amore.
15. Gradisca i saluti del Sig. Direttore, quelli di tutta la Comunità ed in modo speciale i miei; si degni mandare una sua benedizione a ciascuna in particolare. In ultimo benedica me che baciandole rispettosamente la sua mano mi protesto
Di V.S. Rev.ma

Umil.ma figlia in Gesù e Maria
Suor Maria Mazzarello


Note
1. E' la prima lettera autografa di madre Mazzarello. Suor Emilia Mosca e don Giacomo Costamagna aggiungono al termine saluti e notizie (cf Cronistoria II, pag. 232-234).
2. Fu questa la prima casa aperta dopo quella di Mornese l'8 ottobre 1874. Don Bosco aveva desiderato che le suore attendessero alla cucina e alla guardaroba del collegio salesiano S. Carlo e, al tempo stesso, educassero le ragazze con il catechismo, il laboratorio di cucito e l'oratorio festivo.
3. La casa fu aperta il 7 ottobre 1876 per desiderio di mons. Basilio Leto che aveva chiesto a don Bosco le «sue» suore. Le FMA, guidate dalla sorella di madre Mazzarello, suor Felicita, erano addette alla cucina e alla guardaroba del seminario vescovile. Per la prima volta le suore prestavano, in base a regolare convenzione, la loro opera al di fuori di una casa salesiana.
4. Il 12 ottobre 1876 era stata aperta la casa annessa al collegio salesiano. Questa comunità fu particolarmente benedetta dalle frequenti visite di don Bosco, sempre attento a sostenere e ad incoraggiare l'assiduo e sacrificato lavoro delle sue figlie che nell'ombra contribuivano non poco al buon andamento del collegio.
5. In realtà le educande non aumentarono di numero. Finché‚ la casa fu a Mornese non superarono mai la trentina.
6. Dopo la morte di suor Maria Grosso, venne scelta temporaneamente suor Giuseppina Pacotto per la formazione delle novizie e delle postulanti; questa fu sostituita da suor Petronilla Mazzarello, che mantenne questo incarico - con l'interruzione di alcuni mesi - fino alla morte di madre Mazzarello.
7. Il termine «assistente» è tratto dalle Costituzioni delle suore di S. Anna della Provvidenza dalle quali dipende in gran parte il primo testo giuridico delle FMA. Madre Emilia Mosca era l'incaricata delle scuole e madre Enrichetta Sorbone delle educande (cf Cronistoria II, pag. 234).
8. Cf L06,9 nota 7: suor Angela Cassulo.
9. La direttrice era suor Rosalia Pestarino, le suore erano suor Anna Oberti e suor Agostina (Giustina) Calcagno. Le loro principali attività erano la scuola e l'oratorio festivo.
10. Si tratta di Vitalina Aprosio, nativa di Bordighera-Torrione. Entrata nell'Istituto il 21 agosto 1876, farà la vestizione a Mornese il 15 aprile 1877. Dopo un anno di noviziato, per malattia, dovrà ritornare in famiglia, dove morirà il 14 luglio 1879.
11. Si tratta di Letizia, figlia di Francesco Lavagnino dal quale le suore affittavano la casa e il piccolo locale per le scuole (cf Cronistoria II, pag. 171). Letizia diverrà FMA il 24 agosto 1884.
12. La comunità di Torino era la più numerosa, dopo quella di Mornese. La casa ospitava, oltre alle assistenti e maestre addette all'oratorio e alla scuola, anche un gruppo di suore e novizie studenti. La direttrice suor Elisa Roncallo si ammalò gravemente, ma non di tubercolosi, come temeva madre Mazzarello (cf MAINETTI Giuseppina, Madre Elisa Roncallo fra le prime discepole di S. Giovanni Bosco, Torino, Scuola tip. privata FMA 1946, 81-82).
13. Felicita Mazzarello, come la sorella Maria Domenica, apparteneva alla Pia Unione delle Figlie di Maria Immacolata e fu tra le prime FMA che il 5 agosto 1872 emisero i voti religiosi. Per due anni fu maestra delle novizie a Mornese. Nel 1874 venne inviata direttrice a Borgo S. Martino, poi a Biella e nel 1880 in Sicilia. Morì a Mathi (Torino) il 1° agosto 1886.
14. Non essendo ancora terminata la casa, le due suore abiteranno temporaneamente presso una benefattrice, poiché don Bosco desiderava subito la presenza delle FMA, dato il bisogno urgente del collegio- convitto dei salesiani (cf Cronistoria II, pag. 238). L'anno dopo (1° settembre 1877) si costituirà regolarmente la comunità con sei professe e due novizie. Suor Angela Deambrogio sarà la prima direttrice della casa di Lanzo.
15. In realtà la casa non venne aperta se non nel 1885, come opera voluta dalla grande carità di don Bosco per accogliere le mamme dei salesiani rimaste sole e senza assistenza (cf Cronistoria V, pag. 74-75).
16. Si tratta di Teresa Maritano di cui madre Mazzarello scrive nella L48.
17. Andrea Scotton é nato a Bassano del Grappa (Vicenza) il 2 marzo 1838, divenne sacerdote nel 1860. Dopo aver insegnato religione nel ginnasio di Vicenza, si diede alla predicazione. Nel 1881 fu nominato arciprete di Breganze (Vicenza), ove morirà il 27 novembre 1915.
18. Don Ascanio Savio, fratello del salesiano don Angelo. Gli Esercizi spirituali per signore e signorine si tennero a partire dal 1872. Era questa un'attività promossa e sostenuta da don Bosco il quale, costatando il bene che ne derivava, ebbe a dire, come riferisce suor Emilia Mosca: «Se non si fosse fondato l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice per altri fini, l'avrei fondato per gli Esercizi delle signore» (Cronistoria II, pag. 102).
19. Antonio Maria Belasio nato a Sartirana (Pavia) il 20 marzo 1813, morto a Piacenza nel 1888. Scrittore e famoso predicatore totalmente dedito alle missioni parrocchiali, era in ottimi rapporti con don Bosco.
20. La Cronistoria dell'Istituto riferisce della compiacenza degli amministratori della colonia balneare e del bene operato dalle suore verso quelle povere fanciulle, alcune moralmente trascurate (cf ivi II, pag. 212, 225; cf pure lettera di don Costamagna a don Bosco, Mornese 2 luglio 1876, in ivi II 408).
21. Madre Mazzarello, forse per svista, non indica dove andò suor Adele. Noi abbiamo interpretato "a casa", essendo la novizia ritornata in famiglia per ristabilirsi in salute, dopo essere stata inviata alla nuova casa di Torino come maestra (cf L05,8). Rientrò a Mornese il 21 agosto 1876.
22. Nonostante le ricerche effettuate, non è stato possibile identificare la postulante di cui si parla.
23. Don Costamagna desiderava intensamente partire per l'America e lo ripete a don Cagliero aggiungendo una pagina in spagnolo a questa stessa lettera (cf Cronistoria II, pag. 233-234). Dalle parole del direttore salesiano possiamo dedurre che la lettera fu scritta nel mese di ottobre, infatti, egli inizia dicendo di essere appena tornato da Alassio dove si era recato ad accompagnare le suore nella nuova casa. La casa venne aperta il 12 ottobre di quell'anno.


L08 Al direttore della casa di Mornese don Giacomo Costamagna

[Mornese, dicembre 1876]
Viva Gesù Bambino!

Mio Rev.do e amatissimo Padre(1)
1. Tutte in questi bei giorni le presentano i loro auguri ed io, che più delle altre conosco e provo la bontà del suo paterno cuore, non devo dirle nulla? oh sì, voglio scriverle anche io due righe e dirle tutto ciò che sente il mio povero cuore. Ma eccomi son tutta imbrogliata, il mio poco talento ne vorrebbe dire tante cose, ma come fare a scrivere tutto quello che sento?
2. Vorrei dirle che conosco quanto bene fa a me ed a tutta questa casa, vorrei dimostrale la mia riconoscenza, vorrei domandarle perdono se non ho corrisposto alle sue cure, se invece di consolare il suo cuore le ho dato tanti dispiaceri, vorrei prometterle di corrispondere meglio nel nuovo anno che sta per incominciare, ma non so dire nulla che possa spiegar bene ciò che in me sento.(2)
3. Mi rivolgerò al caro Bambino Gesù e lo pregherò perché‚ voglia far Lui le mie parti, col benedire Lei, mio buon Padre, e concederle tutte quelle grazie che il suo paterno cuore può desiderare. Pregherò ancora perché‚ il Bambino le paghi Lui tutto il bene che mi fa e le dia la consolazione di vedere che le sue fatiche portano frutto. Lo conservi tanti e tanti anni, le dia sanità e forza per il bene di questa comunità e, dopo una lunghissima vita, lo premi con una bella corona in Paradiso.
4. Abbia la bontà di raccomandarmi in modo speciale a Gesù Bambino, Lei conosce i miei bisogni, non è dunque necessario [che] mi fermi a ripeterli, mi basta di ricordarle di pregare tanto perché‚ possa dar buon esempio e mettere in pratica i suoi santi insegnamenti. Voglia benedirmi, mentre ai piedi di Gesù Bambino e baciandole con rispetto la mano, mi dico
Di Lei buon Padre

Umil.ma figlia in Gesù
Suor Maria Mazzarello


Note
1. Nelle precedenti edizioni dell'epistolario si trova come destinatario don Giovanni Battista Lemoyne e si ipotizza che la lettera sia stata scritta nel dicembre 1879 (cf L 33, in Lettere 1980). In realtà, vi sono vari motivi che ci permettono di precisare - con buona approssimazione - la data e il destinatario. Madre Mazzarello innanzitutto usa carta intestata della casa di Mornese dove non si trovava più nel dicembre 1879. Anche l'archivista salesiano interpreta decisamente il documento del 1876, come scrive sullo stesso originale. Inoltre, dall'esame interno del contenuto e dalla confidenza con cui la Madre scrive, si ricava che il suo interlocutore debba essere don Costamagna. La conferma ci viene ancora dalle annotazioni a matita di chi doveva interpretare il destinatario della lettera: «Chi? Costamagna? Cagliero? Bosco?». E' sintomatico il fatto che non si accenni a Lemoyne neppure come supposizione. Ora, se è da escludere che si tratti di don Cagliero e di don Bosco, non resta che accogliere la prima ipotesi dell'archivista che scrive: «Costamagna, anno 1876».
2. Si sa che madre Mazzarello, sebbene obbediente e sottomessa al direttore, non mancava a volte di esprimere schiettamente il suo parere anche dissentendo da lui, quando si trattava di cercare il bene della comunità. Più che di "dispiaceri" si tratterebbe perciò di diversi punti di vista. Si veda in proposito quanto il Maccono scrive per giustificare il modo di agire di don Costamagna (cf MACCONO Ferdinando, Santa Maria D. Mazzarello Confondatrice e prima superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Torino, Istituto FMA 1960, I 374-381; II 280).


L09 Al direttore generale don Giovanni Cagliero

Mornese, 27 dicembre 1876
Viva Gesù e Maria!

Rev.do Sig. Teologo e mio buon Padre
1. Ho aspettato a scriverle per darle notizie delle feste fatte a Natale. E prima di dirle altre cose le racconterò queste alla meglio che saprò.
2. Si dovevano fare delle Vestizioni alla festa dell'Immacolata, ma non si fecero perché‚ il Sig. Direttore era andato a dare gli Esercizi a Balangero.(1) Alla vigilia di Natale che era di Domenica furono fatte undici Vestizioni. Alla Messa di mezzanotte cinque ragazze fecero la loro prima Comunione e tutte insieme abbiamo pregato di cuore il Bambino Gesù anche pei nostri cari missionari Salesiani. Lo abbiam pregato di benedire le loro fatiche e consolare i loro cuori colla conversione di tutte codeste anime dell'America. La giornata poi si passò in s.[anta] allegria in compagnia del Bambinello Gesù.(2) Adesso che mi ricordo, il Bambino c'è in America? se no lo porteremo noi.
3. Non creda però che si preghi per essi soltanto qualche volta, io la posso assicurare che non vado una volta avanti al Signore senza che lo preghi per Lei, o mio buon Padre, e così pure faranno tutte le altre. E Lei si ricorda ancora delle sue figlie di Mornese? Credevamo proprio che venisse per le feste Natalizie e poi ci dissero che... chissà quando verrà! Sarebbe tempo che venisse un po', è già tanto che è andato via! se sapesse quante suore e postulanti vi sono che non conosce! bisognerebbe proprio che venisse a vederle. Almeno se non può ancora venire, abbia la bontà di chiamarci presto. [Fra] noi ve ne sono tante che desiderano proprio di andare, ma sette principalmente sono già proprio preparate e queste sono: suor Maddalena Martini, suor Emilia Borgna, suor Adele David, suor Celestina Riva, suor Carmela di Ovada,(3) suor Turco Clotilde, suor Maria Mazzarello, cioè io.(4)
4. Il Sig. Direttore dice sempre che siamo ancora troppo giovani, ma mi sembra che siamo già ben ben vecchie.(5) Io sono già quasi senza denti, ma ne ho ancora due che fanno paura sa, sono lunghi, ed ho molti capelli bianchi, ancora assai che la cuffia li copre!! Per spaventarmi mi dissero pure che in America vi sono di quelli che mangiano i cristiani, ma io non ho paura perché‚ sono tanto secca che non mi vorranno mangiare certamente. E' vero che siamo buone a niente, ma coll'aiuto del Signore e colla buona volontà, spero che riusciremo a fare qualche cosa. Faccia dunque presto a chiamarci. Se ci scriverà quando dovremo partire, prepareremo un bel lavoro da portarle. Ancora una cosa: bisognerà che ci mandi il denaro pel viaggio, perché‚ noi abbiamo niente.(6) Oh! che piacere se il Signore ci facesse davvero questa grazia di chiamarci in America!! se non potessimo far altro che guadagnargli un'anima, saremmo pagate abbastanza di tutti i nostri sacrifizi.
5. Ora è tempo che la ringrazi della sua lettera cara, ricevuta negli ultimi giorni di novembre; non si può immaginare quanto piacere ci abbia recato. Ci rincresce solo che scrive tanto di rado, anzi posso quasi dire che è la sola [lettera] che abbia ricevuto. D. Bosco neppure non ci scrive mai una parola, ci scriva un po' Lei qualche volta e non ci faccia sospirare tanto le sue lettere.(7)
6. In principio del mese di Dicembre abbiamo aperto una nuova casa a Lanzo di due Suore, cioè suor Angiolina Deambrogio di Valenza e suor Margherita Sacco di Caramagna.(8) Quasi nello stesso tempo venne pure aperta una casa a Lu [Monferrato],(9) là sono tre: suor Anna Tamietti Direttrice, suor Teresina Mazzarello e suor Adelina Ayra, fanno scuola ai ragazzi e ragazze. Non è affatto un asilo, ma quasi; insegnano pure a lavorare ed hanno molto da fare. Cosicché‚ adesso abbiamo già otto Case, compresa questa e, grazie a Dio, finora vanno tutte assai bene. La S. Regola viene osservata e i suoi ricordi anche, ossia: non offendere e non offendersi. La carità pure regna dappertutto; voglia Iddio farci grazia che si continui sempre così, anzi possiamo acquistare molte virtù e soprattutto il suo S. Amore.
7. Mia sorella(10) non è più a Biella perché‚ soffriva l'aria. Ritornò a [Borgo] S. Martino e là [a Biella] vi andò suor Orsola che era Direttrice a [Borgo] S. Martino.
8. Abbiamo tante Postulanti, e di più recitano sul palco famose commedie! Una, che è maestra, fa l'arlecchino sul palco e ci fa ridere tutte quante.(11) Ve n'è ancora un'altra maestra, ma è un'anima lunga, lunga, senza quasi [...].(12)
9. Ho di nuovo un'altra morte da annunziarle, il giorno 11 novembre, festa di S. Martino, moriva suor Maria Belletti, dopo una lunga malattia e dopo averci edificate tutte quante colla sua pazienza e rassegnazione. Adesso non abbiamo più nessuna ammalata, chi sa qual sarà la prima ad andare nella casa del Paradiso? sarò io? me fortunata se fosse così!! Ma non sono ancora a tempo perché‚ io non voglio perdermi per via, come sarebbe andare a Mortara,(13) ma voglio subito entrare in quella deliziosa Casa. Preghi un po' davvero che possa rendermene degna, morendo a me stessa ed al mio amor proprio, che ne ho tanto tanto che ogni momento inciampo e cado a terra come un ubriaco.(14) Preghi anche per tutte le Suore che a Lei tanto si raccomandano e cominciando dalle professe fino alle educande, tutte mi lasciano di salutarla e vorrebbero dirle tante cose.
10. Mi dimenticavo dirle due cose. Una, che abbiamo tosto pagati i debiti a Torino e da 20.000 L. [non] ne resta più che due o tremila.(15) L'altra è che non vi furono professioni perché‚ non sono ancora mature.(16)
11. Passo ad unire i miei rispetti a quei del Sig. Direttore baciandole la mano. La prego d'impartire la sua paterna benedizione e nel Cuore di Gesù mi confermo
Di V.S.R.

Umil.ma figlia in Gesù
Suor Maria Mazzarello(17)


Note
1. Antica località a pochi Km da Lanzo Torinese.
2. Il Natale a Mornese doveva avere un significato particolare per la prima generazione di FMA. Le celebrazioni liturgiche - le «Messe in canto» come allora si diceva -, la preparazione del presepio realizzata insieme dalle educande e dalle suore, lo stesso paesaggio invernale con la sua suggestiva bellezza formavano la cornice di un quadro di ricordi che rimase fortemente scolpito nell'animo di tutte. Le stesse lettere della Madre, dopo il trasferimento della comunità a Nizza Monferrato, contengono riferimenti nostalgici a quel tempo.
3. Suor Arata Carmela, nativa di Ovada (Alessandria).
4. Il corsivo indica la sottolineatura della scrivente.
5. E' da notare il tono umoristico dell'espressione se si pensa che madre Mazzarello aveva 39 anni e don Costamagna nove anni in meno.
6. La povertà della casa di Mornese era veramente grande. Accadeva talvolta che mancasse il pane o che il cibo fosse scarso e insufficiente per la comunità tanto numerosa. L'austerità di vita accolta con schietta letizia e, al tempo stesso, l'abbandono nella Provvidenza furono note caratteristiche della prima comunità.
7. Don Bosco seguiva personalmente l'andamento dell'Istituto, come si può dedurre dalle sue frequenti visite alla comunità e dal suo diretto e affettuoso interessamento per il consolidamento dell'incipiente istituzione e per la sua diffusione. Tuttavia, per motivi organizzativi, il Fondatore aveva scelto di intervenire ufficialmente attraverso un suo rappresentante nella persona del direttore generale dell'Istituto. Di qui si spiega l'insistenza della Madre nell'esigere da don Cagliero una corrispondenza epistolare più frequente.
8. Cf L07,7 (nota 71).
9. La casa venne aperta l'8 ottobre 1876. Le FMA furono richieste a don Bosco dai coniugi Giuseppe e Maria Rota per il laboratorio di cucito, la scuola privata, l'oratorio e l'asilo infantile. Questo fu il primo aperto nell'Istituto e inaugurò la benefica opera educativa svolta in seguito dalle FMA a favore dell'infanzia.
10. Suor Felicita Mazzarello, una delle prime FMA e prima maestra delle novizie.
11. Il teatro, come particolare scelta educativa ed espressione dell'allegria salesiana, ha una funzionalità insostituibile nel sistema preventivo di don Bosco. Oltre che a «ricreare», esso è orientato a «istruire» e a «educare». Di qui si spiega come fosse pure un'attività educativa tipica della casa di Mornese. Nel Programma del collegio si trova infatti la «declamazione» come elemento integrativo degli insegnamenti comuni a tutte le ragazze (cf Programma. Casa di Maria Ausiliatrice per educazione femminile in Mornese, Torino, Tip. dell'Oratorio di S.Francesco di Sales 1873, 1).
12. Parola illeggibile nell'originale manoscritto. Nella precedente edizione venne interpretata con «divozione» (cf L 7,8 in Lettere 1980).
13. Madre Mazzarello si riferisce ad un fatto spiacevole che le capitò al suo ritorno da Borgo S. Martino dove si era recata ad accompagnare la Simbeni da don Bosco (cf L06,6-7). Nel ritorno sbagliò treno e troppo tardi si accorse di viaggiare nella direzione opposta. Scese perciò a Mortara (Pavia) quando era già buio e, non avendo più denari per proseguire il viaggio, chiese ospitalità al parroco che, non fidandosi di lei, la indirizzò al ricovero per i poveri del paese. Là madre Mazzarello trascorse la notte in preghiera, seduta in un angolo appartato e sicuro (cf Cronistoria II, pag. 203-204).
14. L'immagine plastica e cruda vuol esprimere la capacità di riconoscere e di accettare serenamente i propri limiti e insieme la tensione continua nel cammino di santità.
15. E' da notare che la casa di Mornese, come tutte le case salesiane del tempo, dipendeva da quella centrale di Torino-Valdocco, essendo proprietà del Fondatore don Bosco. Tuttavia, dal punto di vista finanziario, ogni comunità doveva cercare di far fronte alle spese di ordinaria amministrazione senza gravare sul bilancio dell'Oratorio di Valdocco.
16. La costatazione, segno del prudente discernimento e della saggezza pratica della Madre, acquista un significato particolare se si pensa al bisogno urgente di personale che aveva allora l'Istituto. Esso si trovava, infatti, in una fase di continua espansione a motivo delle pressanti richieste che giungevano da ogni parte d'Italia e dall' estero e che lo sollecitavano ad aprire case e scuole per l'istruzione delle ragazze.
17. La lettera è postillata da suor Emilia Mosca che vi aggiunge un saluto personale e ripete la sua disponibilità ad andare in America come missionaria (cf Cronistoria II, pag. 242).


L10 Al signor Francesco Bosco

Mornese, 21 dicembre 1877
Viva Gesù Bambino!

Stim.mo Signore,(1)
1. non voglio lasciar passare questa propizia occasione senza darlenotizie delle sue figlie.
2. Clementina(2) non ha sofferto nulla nel viaggio, sta proprio bene, ed anche volentieri; è allegra, pare insomma che sia sempre stata qui. Dica alla madre che non stia in pena, ne abbiamo tutta la cura, per farla crescere sana e santa. Così pure riguardo a Maria e ad Eulalia,(3) le quali stan bene, lavorano, studiano, pregano pei loro genitori e sono allegre ed aspettano una loro visita. Se tutte e tre continuano così, saranno certo un giorno la loro consolazione.
3. Gli auguro intanto buone feste Natalizie, buon fine e ottimo principio del nuovo anno. Voglia il caro Bambino Gesù benedirla in un con tutta la sua famiglia,(4) e dopo una lunghissima vita, collocarli sovra uno splendido trono di gloria lassù in Cielo.
Preghi per me in questi bei giorni e mi creda sua

Umil.ma serva
Suor Maria Mazzarello
Superiora


Note
1. Nipote di don Bosco, figlio del fratello Giuseppe, che aveva a Mornese le sue tre figlie come educande. Francesco nacque a Castelnuovo d'Asti il 25 marzo 1841 e morì a Torino l'8 marzo 1911.
2. Clementina aveva appena 7 anni di età. Diverrà FMA nel 1889.
3. Eulalia aveva 11 anni. Diverrà anche lei FMA nel 1884 e nel 1917 consigliera generale dell'Istituto. A Maria Bosco è indirizzata la lettera 13. Di queste due sorelle si conservano le lettere da loro inviate ai famigliari e trascritte nella Cronistoria dell'Istituto. Attraverso questa semplice, ma genuina testimonianza, possiamo cogliere alcuni aspetti dell'ambiente educativo della casa di Mornese (cf ivi II, pag. 166, 275-276).
4. Oltre alle figlie nominate in questa lettera, vi era ancora Giuseppe, Giuseppina e Rosina. Quest'ultima diverrà FMA nel 1885 e partirà per l'Argentina dove morirà giovanissima il 21 gennaio 1892.