Lettere di Santa Maria Domenica Mazzarello, confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice

L 01 Al dottor Paolo Parodi

Casa di Maria A. [Mornese], il 1 gennaio 1874

Ill.mo Signor Dottore(1)
1. La gratitudine che io e tutta questa Comunità sentiamo per la S.V. che gentile e premurosa si arrende ad ogni nostro invito con generoso disinteresse, mi spinge a scriverle queste poche righe per porgerle i più vivi ringraziamenti a nome pure di tutte le Suore.
2. E mentre mi é grata quest'occasione per augurarle un lietissimo anno, la prego di accettare il piccolo dono che le facciamo, qual lieve segno della nostra riconoscenza.
3. Voglia pertanto la S. V. accettarlo di buon grado come noi di tutto cuore l'offriamo; mentre io porgendole i saluti di tutte uniti ai miei, mi dico con tutta stima
Della S. V. Ill.ma


Umil.ma serva
Suor Maria Mazzarello M.[adre] V.[icaria](2)


Note
1. Il dottor Paolo Parodi prestava il suo servizio a Lerma (Alessandria)e nei paesi limitrofi, tra i quali anche Mornese. Svolse per circa 40 anni la sua attività distinguendosi per competenza e dedizione. La lettera venne pubblicata in occasione del centenario della fondazione dell'Istituto FMA (cf L'amico di Lerma 65 [1972] 1,4).
2. Così veniva chiamata madre Mazzarello nei primi anni della fondazione dell'Istituto delle FMA. Lei stessa si compiaceva di questo titolo perché‚ esprimeva una certezza condivisa: la vera superiora dell'Istituto era la Madonna. Per questo la Madre era solita deporre ogni sera ai piedi della statua di Maria Ausiliatrice la chiave della casa di Mornese.


L02 Ad un sacerdote

Casa di Maria A.[Mornese], 13 giugno 1874

Rev.mo Signore,(1)
1. Ieri sera abbiamo ricevuto la Preg.ma sua lettera, ma siccome sua nipote aveva parlato nel mattino col Sig. Prevosto,(2) il quale era stato inviato dal parroco di Montaldeo, stimai meglio non darle la lettera di V.S. per non amareggiare questi due giorni, le dissi bensì la morte dello zio e determinai di rispondere io stessa alla S. V.
2. Prima di tutto le dirò che il Sig. parroco di Montaldeo(3) non si è mai presentato, che altrimenti nessuno l'avrebbe impedito di parlare con libertà alla figlia.(4)
3. In quanto agli avvertimenti che ella dice averle inviato per mezzo del nostro povero Direttore(5) non so che dire, perché‚ mi pare che se egli avesse ricevuto una tal lettera me l'avrebbe detto.
4. Ora vorrei accertare V.S. che se la sua nipote le ha scritto simile cosa lo ha fatto di sua propria volontà [e] che nessuno mai le suggerì di farsi religiosa; anzi non si ammette alcuna alla vestizione dell'abito se non hanno: il consenso dei parenti, l'età e fatto un anno di prova. Come vede tutte queste condizioni mancano alla figlia, perciò non le si sarebbe mai permesso un tal passo.(6) Ella è buona ma finora stette sempre colle educande.(7) Quando le si diceva che per ora non stesse a pensare ad una tal cosa, impossibile ad effettuarsi, essa rispondeva che se suo zio acconsentiva ella avrebbe ottenuto dal Rev.mo D. Bosco la licenza di entrare fra le provande;(8) ma io [sono] certa che D. Bosco non l'avrebbe accettata mancandole l'età;(9) d'altronde io pensavo che alle vacanze dalle quali siamo lontane di soli due mesi, V.S. la sarebbe venuta a prendere per fargliele passare a casa e così avrebbe potuto a suo bell'agio esaminarne la vocazione.
5. Dal fin qui detto la S. V. potrà comprendere facilmente che ella s'ingannò credendo che noi dietro ad un desiderio dimostrato da solo due mesi avessimo vestito dell'abito religioso la sua nipote; no, questo non si sarebbe fatto anche col suo consenso, [dato] che come ho già detto è necessario un intero anno di prova quando hanno l'età. Avverto ancora V.S. che la lettera gliela darò domani sera o lunedì affine di non disturbarla in questi giorni.
6. Perdoni alla libertà del mio scrivere e sia certa che non fu per altro che per dimostrarle che la sua nipote le scrisse su tal proposito di propria volontà, e quando qualcuno desidera di parlare da solo con chiunque della Casa tutte sono in piena libertà.
7. Gradisca i miei rispettosi saluti e mi creda
Della S.V. Rev.ma


Umil Serva
Suor Maria Mazzarello Superiora


Note
1. Non si conosce il destinatario della lettera. E' probabile che sia un sacerdote dei dintorni di Mornese.
2. Don Carlo Valle, parroco di Mornese.
3. Don Giuseppe Gallarati.
4. Dal dialetto piemontese fija che significa ragazza, giovane donna.
5. Si riferisce al direttore spirituale don Domenico Pestarino, morto il 15 maggio 1874.
6. La chiarezza e la prudenza con cui si esprime in quanto superiora della comunità sono caratteristiche del suo modo di affrontare persone e situazioni.
7. Erano le ragazze accolte nel collegio di Mornese. Alcune frequentavano la scuola elementare, altre si preparavano per divenire maestre.
8. Provande o postulanti: giovani che aspiravano ad essere religiose e che vivevano il periodo di formazione prescritto alle Costituzioni prima del noviziato.
9. Nelle Costituzioni - a quel tempo non ancora stampate - si stabiliva che l'età richiesta per l'ammissione al noviziato era «tra i 15 e 25 anni» previo consenso dei genitori della candidata (cf Costituzioni e Regole dell'Istituto di Maria SS. Ausiliatrice, titolo VI, art. 2 [Quaderno n. 3], in AGFMA). Si noti inoltre la sicurezza con cui la Madre afferma di conoscere il pensiero di don Bosco Fondatore dell'Istituto.


L03 Al Fondatore don Giovanni Bosco

Casa di M. A.[Mornese], 22 giugno 1874

Rev.mo Superiore Maggiore(1)
1. Permetta che ai tanti auguri che da ogni parte s'innalzano al Cielo per la sua conservazione e prosperità, io unisca anche i miei i quali benché‚ non siano espressi con sublimi parole non sono però meno fervidi e veraci.
2. Vorrei poterle dimostrare in qualche modo la riconoscenza ch'iosento verso la S.V. per tutto il bene che ella fa continuamente non solo a me ma a tutta questa Comunità.
3. Non essendo capace a dirle tutto ciò che sente l'animo mio, pregherò col maggior fervore possibile il suo grande protettore perché‚ voglia supplire alla mia incapacità, coll'ottenerle dal Signore tutte quelle grazie ch'ella maggiormente desidera.
4. Lo pregherò ancora affinché‚ voglia ottenere speciali benedizioni sopra tutte le opere sue cosicché‚ ella possa godere, fin da questa vita, il premio dovuto alle tante sue virtù col vedere coronate le sue fatiche e portar esse in abbondanza quei frutti per ottener i quali ella tanto lavora.
5. Permetta, Rev.mo Superiore Maggiore, ch'io mi raccomandi alle sue efficaci preghiere acciò possa adempiere con esattezza tutti i doveri che la mia carica m'impone e possa corrispondere ai tanti benefizi fattimi dal Signore ed alle aspettazioni della S.V.; dica una di quelle efficaci parole a Maria SS. perché‚ voglia aiutarmi a praticare ciò che debbo insegnare alle altre e possano così ricevere tutte da me quegli esempi che il mio grado m'obbliga di dar loro. Nel giorno del suo onomastico dirò a tutte di fare la S. Comunione per V.S., ella si ricordi di me e di tutta la Comunità.
6. Voglia perdonare alla mia incapacità che non sa esprimersi, e voglia interpretare in queste poche e mal connesse parole tutto ciò che il mio cuore vorrebbe dirle e compartendomi una sua particolare benedizione mi creda quale mi protesto col dovuto rispetto. Di V.S. Rev.ma

Obb.ma figlia in G. Cristo
Suor Maria Mazzarello


Note
1. Anche se non autografa, la lettera è significativa per il fatto che è la prima - tra quelle reperite - indirizzata a don Bosco.


L04 Al direttore generale don Giovanni Cagliero

Mornese Casa di M. A., 29 dicembre 1875
Viva Gesù Bambino! E chi lo ama! ovunque esso trovasi.

Rev.do Signor Direttore Generale e mio buon Padre,(1)
1. Se fosse alquanto più vicino le augurerei buone feste, ma nel Mondo Nuovo!... quando giungeranno gli auguri il Natale sarà quasi dimenticato. Questo però non ci impedisce di farglieli egualmente e se fosse possibile ancor più fervidi. Oh! sì, voglia Gesù Bambino benedire i loro sacrifizi e le loro fatiche con tale benedizione, che queste ultime portino copiosi frutti; cosicché‚ al loro ingresso nel cielo (e ciò speriamo non sia che a tarda età) sieno accompagnati da migliaia d'anime da esso loro salvate. Non solamente in questi giorni di grazia, ma ogni dì noi facciamo voti al Signore pei nostri fratelli missionari ed in modo speciale pel pronto ritorno del nostro buon Padre.
2. Già ci pare un secolo di non averla né vista, né ricevuto sue lettere;(2) ogni giorno noi la seguivamo nel suo viaggio sul mappamondo, e ce la figuravamo or qua or là sull'instabile elemento. Ora però crediamo che, coll'aiuto di Dio, sarà giunta felicemente in porto, ed aspettiamo ansiose una sua lunga, lunghissima lettera nella quale ci dia ragguagli del suo viaggio, del come si trovano costì, ecc. ecc. e quando vi andranno le figlie di Maria Ausiliatrice. Ci scriva anche se loro non parve strano il celebrare le feste Natalizie e l'incominciare l'anno d'estate! A me pare che non sieno così belle queste feste in tale stagione, sarà vero? Al veder la neve che copre le nostre campagne, il silenzio che regna per ogni dove, danno una più chiara idea del Dio Bambino giacente in una stalla, da tutti abbandonato, tremante pel freddo. Con tutto questo però se Iddio volesse che alcuna di noi andasse a celebrare la nascita di Gesù Bambino in quella lontana contrada che dicesi America, andremmo tutte volentieri.
3. Ora passo a darle notizie della Casa, alcune sono consolanti, altre tristi. Cominciamo dalle liete: la prima domenica dopo la festa dell'Immacolata,(3) il Rev.do Sig. D. Rua(4) degnossi venire fin qui e diede l' abito a quindici postulanti e queste sono: Beatrice di Pocapaglia (unica superstite),(5) Maria, Luigia (d' Alessandria), Celestina Riva, Giustina di Mornese, Orlandi, Orsola, Lucia e Lucrezia di Caramagna, Vincenzina di S. Margherita, Giovanna Borgna, Mina, Luigia di Lu [Monferrato], Carmela d' Ovada, Domenica Roletti pure di Caramagna.(6) Nel medesimo dì si fecero eziandio sei professioni e furono: suor Rosalia,(7) suor Tamietti, suor Clara, suor Nasi, suor Luigia di Valenza e suor Giuseppina.(8)
4. Veniamo alle tristi: pochi giorni dopo le vestizioni, vennero le svestizioni: suor Angela Bacchialoni fu la prima, il giorno 14/12 se ne partiva con D. Rua per Torino.(9) Martedì 21 corr. deponeva il S. abito e faceva ritorno alla propria casa suor Maria Arecco; suor Felice è ancora qui ma prima di terminare l'anno se ne andrà colla sorella(10) e poi al Cottolengo(11) se la vorranno accettare. Tutto questo però venne fatto tranquillamente e senza sconvolgimenti, le due prime se ne andarono pacificamente e la terza è disposta a far lo stesso. Ecco ciò che riguarda le svestizioni.
5. Siccome Gesù Bambino ci ama assai, oltre ai suaccennati confetti, ci diede ancora due suore ammalate gravemente: una è suor Teresa Laurantoni che da un mese trovasi a letto e va ogni dì peggiorando. Martedì 21 corr. le fu amministrato l'Olio Santo.
6. L'altra è suor Cassini(12) la quale è pure aggravata assai, però di questa v'è ancora un po' di speranza, mentre la prima stiamo ogni giorno aspettando che Gesù e Maria se la vengano a prendere. Tutte due sono rassegnate alla volontà del Signore e muoiono volentieri. Hanno ragione di essere contente, e chi non lo sarebbe? preparate come esse lo sono, e per conseguenza certe del Paradiso, chi temerebbe di morire? La sola cosa che loro dà pena si è di non aver amato per tempo il Signore. Abbia la bontà di ricordarle nella S. Messa.
7. Pochi giorni or sono mi successe un miracolo; io ero divenuta sorda a segno tale che per quanto mi avvicinassi all'altare non poteva capir nulla delle prediche sul Bambino. Dolente assai di vedermi priva di questa consolazione, pregai il Sig. Direttore a volermi dare una benedizione. Appena l'ebbi ricevuta rimasi libera dell'incomodo e potei sentire tutte le prediche; voglia anch'ella ringraziare Gesù Bambino per me.
8. Cominciai questa lettera prima delle feste del S. Natale, mancandomi il tempo per proseguirla la termino adesso che le feste son passate. Le assicuro che queste feste non avrebbero potuto riuscire più care. La prima Messa di mezzanotte fu cantata in musica e venne celebrata da D. Giuseppe Campi,(13) cinque educande ebbero la bella sorte di fare la lor prima Comunione. Oh! quante cose abbiam dette in quella cara notte a Gesù Bambino, ed è inutile l'aggiungere che tutte abbiam chiesto le sue più elette benedizioni per la S. V. e pei nostri piccoli fratelli missionari.
9. Il giorno di S. Giovanni suor Felice depose il S. abito ed abbandonò la nostra Congregazione. Altre cose nuove non ve ne sono, se non che abbiamo due postulanti di Castelnuovo: una è la sorella del povero D. Cagliero,(14) e l'altra è Clotilde Turco.
10. Dimenticai dirle che la malattia di suor Cassini è una febbre gastrica, pare che vada migliorando; quella di suor Teresa i medici non la sanno definire. Cominciò or sono due mesi ad uscirle sangue dal naso più volte al giorno, finché‚ rimase talmente prostrata di forze da rimanere, come è da un mese, nel suo letto qual corpo inanimato.
11. Eccetto queste due le altre stan tutte bene fisicamente, spiritualmente lo spero anche; in questi giorni Gesù Bambino accese il fuoco e nutro fiducia ch'Egli lo manterrà. Intanto ella si rammenti qualche volta che ha circa un centinaio di figlie in un certo paese detto Mornese, e che fra queste ve n'ha alcuna (specialmente quella che scrive) alquanto cattivella; ed allorquando l'obbedientissimo Gesù scende nelle sue mani, gli dica una di quelle parole che ottengono ogni cosa. Specialmente lo supplichi a non permettere mai che in questa casa lo si offenda neanche leggermente se fosse possibile.
12. Mentre io scrivo, V.S. sarà forse a letto giacché‚ qui son le dieci ant., le educande sentendo ciò ridono, e vogliono ch'io scriva qualche cosa per esse;(15) prima le dirò che esse sono venticinque; buone oltre ogni credere, cioè vogliono esserlo, epperciò anch'esse si raccomandano alle sue preghiere, promettendole di non dimenticarla nelle loro. Preparino una casa ben grande per noi giacché‚ le educande vogliono farsi tanti missionari.
13. Ancora una notizia, sentendo sempre parlare della grande bontà del Sommo Pontefice gli abbiamo scritto per augurargli buone feste Natalizie.(16)
14. Abbia la bontà di inviarci presto i libri spagnoli acciò possiamo studiare ed essere preparate alla prima chiamata.(17) Vorrei poterle inviare un po' di fresco che ne abbiamo abbondantemente; ma non potendo aspettiamo che ella ci invii dall'Angelo Custode molto calore, di quello che spande Gesù Bambino.
15. Ci scriva presto, venga tosto, non ci dimentichi mai nelle sue preghiere, gradisca i nostri rispettosi saluti e li partecipi a tutti i piccoli missionari e mi creda nel S. Cuore di Gesù
Di V.S. Rev.da

Umil.ma figlia in Gesù e Maria
Suor Maria


Note
1. Don Giovanni Cagliero era stato nominato da don Bosco nel 1874 primo direttore generale delle FMA, cioè responsabile a livello organizzativo e formativo del nuovo Istituto religioso. Di qui si spiega la confidenza e la familiarità con cui madre Mazzarello gli scrive.
2. Era partito l'11 novembre 1875 per l'Argentina, come guida della prima spedizione di missionari salesiani.
3. Era il 12 dicembre 1875.
4. Don Michele Rua, prefetto generale della Congregazione Salesiana, fu incaricato da don Bosco di sostituire temporaneamente don Cagliero come direttore generale delle FMA (cf Cronistoria II, pag. 141 e 153-154).
5. Secondo la consuetudine del tempo, si segnala il luogo di provenienza anziché‚ il cognome. Si trattava infatti di persone conosciute da don Cagliero. In questo caso ci si riferisce a suor Rocco Beatrice che viene chiamata "superstite" perché altre sette ragazze erano giunte con lei a Mornese dallo stesso paese di Pocapaglia (Cuneo), il 17 agosto 1875. Purtroppo nessuna di loro aveva terminato il periodo della formazione iniziale, eccetto Beatrice.
6. L'elenco completo delle novizie che fecero vestizione è il seguente: Beatrice Rocco, Maria Maccagno, Luigia Bagliardi, Celestina Riva, Agostina Calcagno, Paolina Orlandi, Orsola Camisassa, Lucia Gallo, Lucrezia Becchio, Vincenzina Razzetti, Giovanna Borgna, Domenica Mina, Luigia Rubassa, Carmela Arata, Domenica Roletti.
7. Suor Rosalia Pestarino scrive questa lettera sotto dettatura della Madre. Sotto il suo nome si legge: "peccatrice son io che scrivo". Nipote di don Domenico Pestarino, fu educata dalla Madri Pie di Ovada fino all'età di 17 anni. Nel 1874 entrò a Mornese ed il 12 dicembre 1875 divenne FMA. Conseguita a Torino la «patente» di maestra, fu incaricata dell'insegnamento delle alunne esterne del collegio. In seguito, per le sue doti, fu scelta ad iniziare e a dirigere varie case delle FMA. Gli ultimi suoi anni li trascorse nella casa-madre con l'incarico di segretaria.
8. Le professe furono: suor Rosalia Pestarino, suor Anna Tamietti, suor Clara Preda, suor Caterina Nasi, suor Luigia Giordano, suor Giuseppina Pacotto.
9. Angela Bacchialoni aveva 63 anni quando giunse a Mornese il 21 aprile 1875. Era stata inviata da don Bosco su raccomandazione del fratello di lei, Carlo, professore di greco nel liceo salesiano di Valsalice (MB IX 428. 695; XI 26. 124). Angela, dal 1863 al 1874, aveva diretto a Torino un'istituzione scolastica. Poteva perciò essere utile alla scuola di Mornese l'esperienza educativa della signorina, tanto più che, nonostante l'età, desiderava essere FMA. Non sono chiari i motivi per cui lasciò l'Istituto dopo pochi mesi dalla vestizione (cf Cronistoria II, pag. 132-133, 143, 154).
10. Le sorelle Maria e Felicita Arecco erano cugine della maestra Angela Maccagno, allora superiora delle Pia Unione delle Figlie di Maria Immacolata di Mornese.
11. La Piccola Casa della Divina Provvidenza fondata da S. Giuseppe Benedetto Cottolengo a Torino nel 1832.
12. Antonia Cassini, che non aveva ancora 17 anni, era novizia.
13. Salesiano nativo di Mornese. Si era preparato al sacerdozio sotto la guida di don Domenico Pestarino e da pochi giorni era stato ordinato sacerdote. Celebrava, dunque, una delle sue prime Messe nella casa delle FMA.
14. Don Giuseppe Cagliero morì a Mornese il 4 settembre 1874, pochi mesi dopo il suo arrivo. La sorella suor Maria morirà pure giovanissima a Torino l'8 settembre 1880 dopo soli due anni di professione.
15. Si noti la semplicità con cui la Madre si esprime e la diretta partecipazione delle ragazze alla vita della comunità religiosa.
16. Secondo gli orientamenti e gli esempi di don Bosco, anche a Mornese il senso di appartenenza alla Chiesa e la fedeltà al Papa occupavano uno spazio notevole nell'esperienza educativa. Una lettera scritta da suore e ragazze al S. Padre, allora Pio IX, è perciò un semplice ma significativo gesto di comunione con il Vicario di Cristo, un'espressione quasi spontanea della pedagogia ecclesiale delle prime FMA.
17. Troveremo espresso in diverse lettere il vivissimo desiderio della Madre di recarsi personalmente nelle missioni d'America. Nel 1880 scriverà, non senza intima sofferenza, alle suore della Patagonia: "Credo che non mi daranno mai un tale permesso" (L55,1).


L05 Al direttore generale don Giovanni Cagliero

Casa di Maria Ausiliatrice [Mornese], 5 aprile 1876(1)
Viva Gesù! in Italia, in America e per tutto il mondo!

Rev.do Padre Provinciale,
1. Che piacere il poterci trattenere alquanto col nostro buon Padre! Oh! quante cose le vorremmo dire! ma, non è vero? quando il cuore è pieno, non si sa da che cosa incominciare. L'ha ricevuta la lettera che le scrissi in principio di quest'anno? spero di sì quantunque non abbia risposto. Le cose ovunque successe prima d'allora non gliele dico più. Da che cosa debbo cominciare, dalle notizie liete o dalle tristi?... Siccome è meglio bere prima l'amaro e quindi il dolce, comincerò a dirle quel che successe di nero. 1° Il giorno 9 febbraio la povera suor Cassini moriva di consunzione. La sua morte fu quella di chi sen vola al Paradiso.(2) Ora v'è la Madre Maestra(3) presa dalla stessa malattia, già è spedita dai medici e probabilmente quando V.S. riceverà la presente essa avrà già abbandonato l'esilio. Chi mai l'avrebbe pensato? essa che pareva un colosso di salute ora trovasi già alle porte dell'eternità! Ah! è proprio vero che la morte è come un ladro e viene quando meno ce lo pensiamo! Questo ci fa pensare seriamente.
2. La povera suor Teresa Laurantoni è sempre nel suo letto; il giorno di San Francesco alle 8 di sera le venne un colpo apoplettico che le lasciò il corpo mezzo morto. Vivrà forse ancora parecchi anni ma sempre inchiodata in un letto.(4) Essa e la Madre Maestra si raccomandano caldamente alle sue preghiere, acciò possano essere rassegnate perfettamente al volere di Dio. Suor Luigia d' Alessandria dovette ritornare a casa sua perché‚ etica(5) anch'essa, ed ora mi fece scrivere che sta male assai e già ricevette gli ultimi Sacramenti. Però non è da far caso che siale venuta tale malattia mentre suo marito ne morì ed essa gli stette insieme sette mesi.(6)
3. Ora le dò la più triste notizia: il giorno trenta di marzo tutte le Suore cercavano chi di qua, chi di là... indovini chi?... suor Angiolina Jandet.(7) Ed essa erasene fuggita dal monastero mentre eravamo in chiesa a far la S. Comunione. Giunta a Gavi andò dalla Sig.ra Verdona perché‚ le desse i denari per andare a Torino, ma questa la fermò e la tenne in casa sua.(8) Il vero motivo di questa fuga non glielo saprei neanche dire; i soliti capricci causati sempre dalla sempre maledetta superbia. Intanto il Signor Direttore(9) andò colà pel quaresimale e la persuase a ritornare. Essa ritornò, ma niente pentita di ciò che aveva fatto. Insomma, a dirla in breve, dopo pochi giorni depose l' abito; venne chiesta a D. Bosco la dispensa dei voti e, prima ancora che questa giungesse, essa partiva per Torino. In quella città fu accettata al Cottolengo ove dimorò soli tre giorni ed uscì dicendo di non potervi resistere.
4. Ora chiede di rientrare, D. Bosco mi disse di fare il capitolo(10) e ciò che in esso si deciderà verrò fatto, però temo che la risposta sia negativa.
5. Anche la Bacchialoni vorrebbe ritornare sotto il manto di Maria Ausiliatrice, ma!... vi sono i ma!... Anche suor Canale depose l'abito.(11)
6. Altre notizie nere, grazie a Dio, non ve ne sono. Preghi un po' il Signore che voglia dare la S.[anta] perseveranza a tutte quante, ché‚ ormai bastano le svestizioni; se andassimo sempre di questo passo povera casa di Maria!(12) in pochi anni rimarrebbe deserta. Dica adunque al Gesù che sta in America che ci dia tutte le virtù necessarie per essere buone religiose, specialmente l' umiltà e l'obbedienza, faccia di noi quel che vuole, ma non permetta che nessuna suora, specialmente se professa, deponga l'abito ed abbandoni la Casa di Maria.
7. Il giorno stesso della morte di suor Cassini partivano per Bordighera: suor Rosalia, suor Giustina e suor Orsola di Caramagna; quest'ultima fa da Direttrice.(13) Esse felici che hanno campo a far tanto bene! Fin dai primi giorni ebbero numerosa scolaresca. Tutta quella buona gente sono contenti delle nostre suore e loro vogliono proprio bene. Ad Alassio non essendovi ancora il locale preparato, le suore non v'andarono ancora; però credo che pel termine di maggio, tutto sarà all'ordine.
8. Andarono invece a Torino suor Elisa (Direttrice), suor Enrichetta (queste due per studiare. Dopo l'esame suor Enrichetta spero ritornerà a Mornese), suor Caterina Daghero e suor David per far scuola, suor Carlotta per la cucina, suor Adele Ayra per rappezzare le tonache, suor Luigia di Lu [Monferrato] per invigilare le lavandaie.(14) Intanto colle educande al posto di suor Enrichetta vi è suor Mina la quale è veramente buona, essa è sempre allegra e contenta di essere figlia di Maria.(15) Cagliero e Turco sono esse pure tranquille e contente.(16) Insomma son 25 le postulanti e quasi tutte speriamo faranno buona riuscita.
9. Ora che le ho dato notizie della casa le scrivo i nomi di quelle che desiderano andar presto in America: io vorrei già esserci, la Madre Vicaria, la Madre Economa, suor Mina, suor Maria Belletti, suor Giuseppina, suor Giovanna, suor Emilia (davvero), suor... non la finirei più se dicessi il nome di tutte quelle che desiderano di andarvi.(17) Prepari dunque presto un posticino anche per noi, eppoi venga a prenderci che da sole non sappiamo andarci, e potrebbe anche avvenire che essendo sole qualche mostro marino, il quale non avesse ancora pranzato, si servisse di noi per saziare il suo appetito. Si ricordi che l'aspettiamo agli Esercizi, non ci faccia rimaner deluse, in questi giorni abbiamo per Straordinario D. Ghivarello,(18) ma quest'estate bisogna proprio che venga il nostro antico Padre Provinciale.
10. Dimenticavo di dirle che la scuola del paese la fa suor Maddalena Martini, la quale pure è buona e ringrazia il Signore d'averla chiamata a questo stato, anche essa desidera andare in America.(19)
11. In generale poi, tutte sono buone, allegre e tranquille, solo un pensiero ci turba alquanto: il Signor Direttore fece la domanda per andare in America. Ora che ha la pratica della casa, che ci conosce tutte a fondo, doverlo di nuovo cambiare è un po' duro. Lei che è padre ce lo dimostri in questa circostanza, non gli permetta di partire. Non siamo degne d'avere un sì buon Direttore, è vero; però abbia compassione di noi poverette [e] non ce lo tolga. Abbia la bontà di ricordarsi qualche volta delle sue povere figlie, le raccomandi caldamente a Gesù ed a Maria che le rendano tutte vere amanti di Dio.
12. Chi sa se in mezzo a tanto lavoro si ricorda ancora di Mornese? Speriamo di sì Abbia cura della sua salute, non la sprechi inutilmente, pensi che è padre di tante figlie che l'aspettano con vivo desiderio. Noi diciamo ogni giorno al buon Gesù che la conservi ancora lunghi anni, le dia forza e santità onde poter condurre tante anime a Gesù e in ultimo lo preghiamo a ricondurcela presto, ché‚ ci sembrano mille anni di non averla veduta.
13. Ciascuna suora vorrebbe dirle tante cose ma per non farle perdere tanto tempo a leggere termino chiedendole una particolare benedizione per ognuna di noi, e raccomandandomi in modo speciale alle sue preghiere che, l'assicuro, ne ho gran bisogno ora che il numero delle figlie va aumentando ogni giorno.

Mi benedica adunque e mi creda sua

Umil.ma figlia in G.[esù] C.[risto]
Suor Maria Mazzarello

14. Todas las muchachas quieren venir con usted en Buenos Aires.(20)
La lettera che ci scrisse l'abbiamo ricevuta; se ha tempo ci scriva ancora, ci fa proprio piacere.


Note
1. La lettera, come altre, è scritta da suor Emilia Mosca sotto dettatura della Madre. Emilia, discendente dai conti Bellegarde di St.-Lary, fu inviata da don Bosco a Mornese come insegnante. Conquistata dalla santità della Madre e dal fervore della comunità, il 15 marzo 1874 chiese di appartenere all'Istituto. Era certamente la donna più colta e più preparata nel piccolo gruppo delle FMA. Per questo fu subito incaricata della direzione della scuola nella quale era insegnante, segretaria e diretta collaboratrice di madre Mazzarello nella formazione delle prime maestre. Nell'ottobre 1876 fu nominata prima Assistente nel Consiglio generale con precisi compiti di coordinamento delle attività educativo-scolastiche dell'Istituto.
2. Cf L04,6. Nell'epistolario noteremo spesso la ricorrente notizia della morte di giovani suore. L'aria forte di Mornese, la scarsità del vitto, le malattie, la vita di sacrificio abbracciata con radicalità privarono anzitempo l'Istituto di queste religiose, ma lo arricchirono di eroiche testimonianze di virtù, sicura garanzia di futura vitalità apostolica.
3. Suor Maria Grosso. Fu una delle prime ragazze che frequentarono il laboratorio iniziato da Maria Mazzarello a Mornese nel 1862. Temprata nell'ardore apostolico delle origini, fu una delle prime FMA e maestra delle novizie. La Cronistoria nota che il suo letto era una scuola di santità. Era felice di soffrire in comunione con il suo Sposo Gesù per ottenere grazie sull'Istituto e non sospirava che il Cielo (cf ivi II 180). Morì prima ancora di compiere 21 anni di età.
4. In realtà suor Laurantoni si ristabilì in salute. Morirà a Mathi Torinese il 15 luglio 1920, dopo 46 anni di vita religiosa.
5. Termine arcaico che significa ammalata di tisi o tubercolosi.
6. Si tratta di suor Luigia Bagliardi. Nei primi anni era consentita l'accettazione di vedove. Dal 1878, con la redazione a stampa delle Costituzioni, si preciserà che l'Istituto doveva essere costituito esclusivamente di «figlie nubili» (cf Regole o Costituzioni delle Figlie di Maria SS. Ausiliatrice aggregate alla Società Salesiana, Torino, Tip. e Libreria Salesiana 1878, titolo I, art. 4).
7. Angela Jandet, una delle prime FMA, era entrata nell'Istituto già maestra all'età di 24 anni. Dal primo registro anagrafico si sa che lasciò la Congregazione «per non essersi adattata alle Regole della casa».
8. La Cronistoria dell'Istituto parla della signora Momina (Gerolama) Verdona come di una persona di fiducia residente a Gavi (cf ivi II, pag. 176).
9. Direttore spirituale della casa di Mornese era don Giacomo Costamagna. Temperamento esuberante ed energico, si mostrava esigente nella formazione delle suore. Restò a Mornese dal 6 ottobre 1874 al 25 ottobre 1877, quando partì per l'Argentina dove rimase per alcuni anni. In seguito iniziò l'opera salesiana nel Cile; nel 1894 fu nominato Vicario apostolico di Méndez e Gualaquiza in Ecuador. Egli ricorderà sempre con commozione gli anni trascorsi «nella santa casa di Mornese» (cf COSTAMAGNA Giacomo, Conferenze alle Figlie di Don Bosco, Valparaiso, Tip. Salesiana 1900, 259-262).
10. Così si chiamava il consiglio generale, organo di governo e di animazione dell'Istituto, costituito dalle dirette collaboratrici della superiora generale.
11. Suor Caterina Canale era allora novizia. Aveva fatto la vestizione il 13 dicembre 1874.
12. Chiama così, per antonomasia, la prima casa delle FMA.
13. La casa di Bordighera (l'attuale Vallecrosia), cittadina della costa ligure, fu aperta il 10.
febbraio 1876 per l'oratorio festivo e la scuola elementare gratuita. La direttrice era suor Orsola Camisassa; suor Rosalia Pestarino faceva scuola alle ragazze e la novizia suor Agostina [Giustina] Calcagno attendeva ai lavori di casa (cf Cronistoria II, pag. 168-169).
14. La casa di Torino fu aperta il 29 marzo 1876. Suor Elisa Roncallo, suor Enrichetta Sorbone e suor Caterina Daghero dovranno svolgere compiti impegnativi nell'Istituto: la prima fu consigliera generale e organizzatrice degli oratori e delle prime associazioni giovanili; la seconda fu maestra delle novizie dal 1881 al 1892 e vicaria generale per circa 60 anni; la terza successe a madre Mazzarello nel governo dell'Istituto. Le altre componenti della comunità erano suor Carlotta Pestarino e le tre novizie: suor Adele David, suor Adele Ayra, suor Luigia Rubassa.
15. Suor Domenica Mina era novizia.
16. Si tratta delle novizie suor Maria Cagliero, sorella del salesiano don Giuseppe Cagliero, e di suor Clotilde Turco (cf L04,9).
17. La vicaria era suor Petronilla Mazzarello, l'economa suor Giovanna Ferrettino. Seguono i nomi di suor Domenica Mina, suor Maria Belletti, suor Giuseppina Pacotto, suor Giovanna Borgna, suor Emilia Mosca. Il corsivo indica la sottolineatura della scrivente.
18. Il salesiano don Carlo Ghivarello, designato come confessore straordinario della comunità, si recava a Mornese in alcuni periodi dell'anno.
19. A Mornese, per alcuni anni, insegnarono nelle scuole comunali un salesiano e una FMA. La prima maestra delle classi femminili, collaboratrice della signorina Angela Maccagno, fu suor Rosalia Pestarino; la sostituì suor Maddalena Martini che possedeva spiccate abilità educative e didattiche. Quest'ultima era giunta a Mornese il 16 luglio 1875, all'età di 26 anni. Nel 1877 fu nominata direttrice a Biella e nel 1879 partì per l'Argentina dove svolse il ruolo di prima visitatrice delle case fondate in America.
20. A Mornese le suore studiavano lo spagnolo per prepararsi a partire per le missioni. Anche madre Mazzarello iniziò a studiarlo come qui dimostra e come si deduce dalla lettera che invierà nel dicembre del 1878 alla prima novizia americana, suor Laura Rodriguez, nella quale si legge: "Il vostro biglietto, quantunque scritto in ispagnolo, tuttavia l'ho capito" (L18,1).